25 aprile
Il 25 aprile del 1944 il CLN, il Comitato di Liberazione Nazionale, nato a Roma nel 1943, formato dai rappresentanti dei sei principali partiti antifascisti, lanciava l'ordine per l'insurrezione generale contro i nazi-fascisti, nello stesso giorno i tedeschi si davano alla fuga, abbandonando Milano.
Tra i militari tedeschi ve n'era uno particolare: Benito Mussolini, travestito da soldato cercava la fuga verso la Svizzera, scoperto e catturato fece la fine che spesso fanno e facevano i tiranni: il 28 aprile venne fucilato, le sue spoglie appese in Piazzale Loreto, a Milano.
E' giusta la pietà per i morti, per tutti i morti, ma giusto è anche ricordare ciò che da vivi fecero o non fecero, ciò che dissero o tacquero.
Giusto è ricordare il baratro di odio, follia, orrore che le forze malsane del Nazismo e del Fascismo suscitarono, giusto, in questo giorno, ricordarsi della spaventosa situazione italiana: a causa della superficialità, idiozia, ignoranza di un regime corrotto ed inetto, l'Italia, come non avveniva più da secoli, era nuovamente attraversata da eserciti stranieri, fatta a pezzi, le sue città messe al sacco, la popolazione affamata, misera e sconvolta.
Basta leggere un rapporto alleato per farsi una vaga idea di quali fossero le condizioni delle nostre città nel 1944:
"le condizioni di guerra, i bombardamenti, le evacuazioni, la morte dei genitori, ecc., hanno dilatato enormemente il numero di trovatelli e vagabondi. Centinaia di mocciosi dai sei a dodici anni vagano per le strade di Napoli rendendosi ogni giorno protagonisti di un numero sempre più alto di delinquenza..."
(rapporto tratto da "Storia d'Italia dal dopoguerra ad oggi" di P.Ginsborg)
La nostra Nazione, a causa di un regime che se non fosse stato come tutti i regimi spietatamente poliziesco e feroce, sarebbe stato quasi farsesco, era stata precipitata nell'agghiacciante avventura della Seconda Guerra Mondiale con una leggerezza ed un cinico pressappochismo strabiliante, senza adeguata preparazione, senza uno straccio di piano e per di più dalla parte sbagliata: si trovava alleata e complice della follia nazista.
Insieme ai nazisti aveva cooperato e guerreggiato, bruciando in modo dissennato le sue risorse di uomini, mezzi, intelligenze a favore di un programma di dominazione razzista, pazzo e criminale; insieme ai nazisti, spietatamente, aveva dato la caccia a ebrei, dissidenti politici, oppositori, la maggioranza dei quali, una volta catturati, non fecero ritorno dalle prigioni e dai lager:
Tra essi è doveroso ricordare i 40.000 militari morti nei campi tedecshi, e i 10.260 uomini trucidati a Cefalonia e Corfù. Per non dire dei 44.700 morti tra militi e civili e dei 21.200 feriti ed invalidi,
delle 35 mila donne che parteciparono alla resistenza, mentre 70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della donna; 4.653 di loro furono arrestate e torturate. 2.750 furono deportate in Germania, 2.812 fucilate o impiccate; 1.070 caddero in combattimento; 15 vennero decorate con la medaglia d'oro al valor militare.
Non si può e non si deve dimenticare che le vittime civili di rappresaglie nazifasciste durante la resistenza furono oltre 10 mila;
gli ebrei deportati nei lager più di 10.000. Dei 2.000 deportati dal ghetto di Roma il 16 ottobre '43 ne tornarono vivi solo quindici.
(FONTI: WIKIPEDIA ET ALTRI )
Certo c'è da domadarsi vedendo la pochezza di tanti nostri rappresentati, a destra come a sinistra,
se ne è valsa la pena, c'è da chiedersi se quest' Italia che con tanta leggerezza elargisce danari
pubblici alle chiese e in particolare alla chiesa cattolica,se quest'Italia incapace di dare speranza
e dignità alle nuove generazioni,
se l'Italia dello strapotere dei pochi arroganti e ricchi
che han fatto e fanno carne di porco della cosa pubblica, se l'Italia degli interessi particolari,
dei furbi e dei corrotti piacerebbe ad uomini come i Rosseli,
come i Rossi i Lussu i Parri che tanto duramente lottarono per un Paese migliore,
più giusto, più civile, libero sacrificando per questo sogno vita, sostanze, famiglia.
La risposta forse sarbbe troppo amara, meglio non darla.
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LE SCHEDA STORICA :
la follia della guerra
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