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Ha letto per noi

CONTRO GIULIANO: NOI UOMINI, LE DONNE E L’ABORTO
Autore: Adriano Sofri
Prezzo: € 12.50 - libro o come inserto in rivista E. 10.00
Editore: Sellerio

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Le idee malate che il giornalista Giuliano Ferrara ha messo in campo preoccupano molti di noi e la tendenza diffusa è, per non strozzarlo, considerarlo pazzo. Il suo collega e amico Adriano Sofri ha tentato di capire, come solo l’affetto di un amico può fare, e gli ha dedicato queste intense 139 pagine da leggere in un soffio: "Questi sono i miei pensieri a proposito della crociata. Sono pensieri da maschio che discute con un altro maschio".
Cominciamo con "se la tavolata è di soli uomini, si possono dire cazzate sull’aborto, senza farsi problemi, senza temere sorprese. Come in una cena senza negri, se vi piacciono le barzellette dei negri".
E "quando proclami che l’aborto è lo scandalo supremo del nostro tempo, io non ci credo. Una bambina, un bambino che viene al mondo è la cosa più bella, ma un embrione abortito non è la cosa più brutta. La cosa più brutta è un bambino nato che muore di fame o di abbandono o di violenza, che si aggrappa al seno vuoto della madre".
E affonda "l’hai chiamata crociata. Ti sei compiaciuto che fosse di parte. Ti avevo avvisato che avrebbe offeso e scandalizzato tante donne e tanti uomini, e li avrebbe drizzati contro di te… hai voluto rompere, dividere". "Sei contro il preservativo , contro la contraccezione. Strada facendo hai estremizzato questa insensata obiezione… sei arrivato man mano a sostenere che non si faccia l’amore se non accettando che ne risulti una nuova vita.
Pazzia. …a proposito della pillola Ru486, da dove viene questa smania proibizionista in uno come in te in cui perfino il divieto di fumo sembra oltre che fisicamente insopportabile, civilmente oltraggioso?” e ancora "dici che occorre una rivoluzione culturale, ma non è detto che le rivelazioni culturali debbano essere autoritarie o tiranniche".
E infine "tu non fai che ripetere di non volere che mai una donna sia perseguitata per aver abortito, e ti spingi fino a lodare la prudenza della Chiesa che non chiede la cancellazione della 194. Ma questa è la superficie della cosa. Il suo fondo è che quel mondo e quelle autorità della Chiesa sopportano la 194 solo perché sentono di non avere la forza di rovesciarla, e ripristinare, non l’aborto zero, ma l’aborto braccato, infamato e clandestino. Non dovresti, per coerenza, chiedere anche ai credenti diventati la tua nuova famiglia di accettare la 194 come tu proclami di accettarla?" Forse piacerebbe a Giuliano il frammento di Euripide che dice: quelli che Dio vuol distruggere, prima li fa impazzire.
Tiziana Ficacci