Impastato
sconfiggere la mafia e la mentalità mafiosa è possibile
Nato nel 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso con una giulietta al tritolo nel 1963)
il giovame Peppino frequenta il Liceo Classico, è in questi primi anni di formazione che piu' per istinto "emozionale", come scriverà più tardi, che per ragionamento "dottrinario" si avvicina alla politica.
Cacciato di casa avvia una serie di coraggiose attività politiche:
Nel 1965 fonda il giornalino "L'Idea socialista", aderisce al Psiup. Dal 1968 in poi partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell’aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1975 costituisce il gruppo “Musica e cultura”.
Nel 1976 fonda “Radio Aut”, radio privata autofinanziata, Radio Aut denuncia quotidianamente i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti (Badalamenti sarà il mandante del suo omicidio);
ciò che irrita i mafiosi e la mentalità mafiosa non sono solo le denunce ma anche il fatto che durante il programma più seguito, “Onda pazza”, venivano sbeffeggiati "picciotti" e politici.
Nel 1978 decide di candidarsi alle alezioni per il consiglio comunale, la notte tra l'8 e il 9 maggio viene fatto saltare con il tritolo, la popolazione di Cinisi, comunque, scriverà il suo nome sulle schede elettorali.
La messinscena mafiosa e la "distrazione" di forze dell'ordine e stampa vorrebbero far passare l'omicidio per un fallito attentato del giovane "comunista" contro la linea ferroviaria; la caparbia volontà del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta Impastato, che rompono pubblicamente con la parentela mafiosa, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione di Palermo, nato nel 1977 e che nel 1980 si sarebbe intitolato a Giuseppe Impastato, fa sì che venga individuata la matrice mafiosa del delitto: sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l’inchiesta giudiziaria.
Rocco Chinnici, primo fondatore del pool antimafia (Chinnici verrà assassinato nel 1983 ) riapre infatti il caso.
Dopo lunghi anni, finalmente, si giunge ad individuare e condannare l'esecutore ed il mandante dell'omicidio Impastato:
Il 5 marzo 2001 la Corte d'assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole materiale dell'assassinio di Impastato e lo ha condannato a 30 anni di reclusione.
L'11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti, il mandante, è stato condannato all'ergastolo.
vai su
>> vai su Home
|