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La partitura della mia vita

Zubin Mehta

La partitura della mia vita
Prezzo:Euro 21,50
Editore:Excelsior 1881
ISBN 978-88-6158-007-7

"Da quasi cinquanta anni mi dedico a quella che secondo me è la più bella professione del mondo. Sono direttore d’orchestra. Sono costantemente circondato da un mondo di capolavori e di bellezza".
Zubin Mehta fa questa dichiarazione nel lungo racconto della sua vita avvincente come un romanzo. Mehta nasce in una famiglia parsi di Bombay mentre l’India era ancora una colonia britannica. I parsi sono una antichissima etnia iranica legata alla religione dello zoroastrismo, origine di cui il Maestro è sempre stato orgogliosissimo.
Studiò in un collegio di gesuiti “che mai tentarono di convertirmi”. Metha racconta che la sua origine parsi e il cristianesimo assorbito dagli studenti del collegio, lo hanno aiutato ad avere una mente aperta al confronto con altre culture. La sua storia d’amore più lunga, dopo quella con la moglie Nancy Kovack, è con Israele.
E’ in quel paese quando scoppia la guerra dei Sei giorni. Dopo il conflitto del ’67 parte con l’Orchestra filarmonica di Tel Aviv per un tour negli Stati Uniti “perché tutto il mondo doveva sapere che Israele aveva bisogno di un sostegno forte e speciale”.
Due anni dopo diventa consigliere musicale dell’orchestra, termine coniato apposta per lui mentre era direttore dell’Orchestra filarmonica di Los Angeles.
Nel 1977 l’amicizia con Israele viene siglata con la nomina a vita di direttore dell’Orchestra filarmonica di Tel Aviv, una carica che fino ad allora non era mai esistita nel paese. Nel 1964 diresse la sua prima opera in Europa: la Traviata a Firenze, che, per benedirlo dell’onore, gli ha conferito la cittadinanza onoraria. La partitura della mia vita è il grazie di Zubin Mehta alla musica.

Tiziana Ficacci