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Ha letto per noi

La figlia del Pakistan
Autore: Mary Ann Weaver
Prezzo: € 12.50 - libro o come inserto in rivista € 4.00
Editore: Fusi orari
Rivista: Internazionale
ISBN --

“Non mi sono mai considerata una donna. Ovviamente lo sono, ma preferisco pensarmi come una persona che ha subito una dittatura…”
Forse è questa la frase che rimane nel cuore del lungo racconto che di Benazir Bhutto fa Weaver, inviata del New Yorker. Le 80 pagine sono parte di un ampio reportage sul Pakistan “In the shadow of Jihad and Afghanistan”.
Pagine dense su una donna: gli abiti curati, le mani affusolate, il collo lungo, la paura di ingrassare e il continuo desiderio di mangiare dolci… da parte della giornalista è impossibile comprendere la scelta politica senza includere la vita privata.
Una figlia a cui il padre impone sin da bimba il destino del capo “plasmata e istruita perché diventasse la sua erede politica”. Per Weaver solo una donna di sensibilità e intelligenza non comune, poteva trascorrere un ottavo della sua esistenza in carcere o agli arresti domiciliari, sopravvivere al martirio del padre
“populista, deposto e ucciso da un usurpatore”, salvarsi da un rapporto difficile con la madre, accettare un matrimonio combinato, convivere con un fratello politicamente ambiguo, senza diventare una pazza violenta ma, invece, guidando le folle “come un direttore d’orchestra, con veemenza e passione, gli occhi scintillanti e le mani eleganti a fendere l’aria”.
Quando ero piccola, racconta Bhutto a Weaver, “la politica mi spaventava. Ricordo le voci sommesse che provenivano dal salotto, dove gli adulti discutevano di manifestazioni e fucili. Era una vita che non avrei voluto per me”.
Un libro che emoziona e che serve a ricordare una figura, che pur tra luci e ombre, ha fatto onore al nostro genere.
Tiziana Ficacci