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L'otto marzo
Più che una festa delle donne, in Occidente come altrove, pare una "festa alle donne":
Dalle violenze in famiglia al lavoro sotto pagato ai fondamentalismi religiosi che odiano tutti,
ma le donne di più, c'è davvero poco da festeggiare per l'altra metà del cielo.
Dalla civile e sempre più laica e progressista Spagna, che combatte contro la piaga della violenza familiare;
ai paesi dell'Africa, in cui essere donna è spesso una disgrazia; agli ottusi fanatici islamici,
che, non paghi di trattare mogli, madri, sorelle
come esseri inferiori, vorrebbero esportare, indisturbati, tale modello sciagurato anche nei Paesi
dell'Occidente liberl-democratico;
all'Italia, che quanto a chiacchere non batte nessuno, ma quanto a fatti
lascia molto a desiderare, dominata, come pare, dai vari teo-dem e teo-con,
zelanti megafoni di una Chiesa cattolica che, ormai, rincorre
i fanatici musulmani sul terreno del disprezzo dell'altro e, in particolare, dell'altra;
vi è veramente poco da festeggiare in questo otto marzo 2007.
Perfino i sartucoli alla Dolce & Gabbana, che fondano il proprio successo sulle debolezze di
insicuri giovinotti e giovinotte, bisognosi di sapere che lo straccetto che hanno indosso costa
un bel pò, per sentirsi vivi,
prendono, metaforicamente, a sputi la loro clientela femminile
proponendo la solita brutta campagna pubblicitaria a base di ammiccamenti machisti
e donne oggetto, conditi da simulazione di stupro.
Non accontentatevi, donne, allora, dello sparuto mazzetto di mimose o del cioccolatino,
ma
iniziate a pretendere rispetto, rispetto dalle istituzioni laiche e no e rispetto dagli
uomini.
In occasione dell'otto marzo ricordiamo come simboli di forza e speranza:
Adele Faccio Poetessa, pittrice, studiosa. Combattè tutta la vita contro il sopruso, impegnandosi
allo spasimo nelle campagne in difesa dei diritti umani e civili e per battere la piaga dell'aborto clandestino.
Ha reso un grande servizio al Paese e alle donne, pagando anche in prima persona per il suo essere contro
una morale bigotta, vile, pronta a schiacciare i deboli ed i non allineati.
Michelle Bachelet Eletta, nel 2005, Presidentessa del Cile
nonostante la tradizione maschilista del suo Paese,
la "Doctora" ha portato al Governo 10 donne su 20 ministri.
Bachelet, medico, socialista ed agnostica,
vittima di quel feroce dittatore che fu Pinochet (i vari Papi, sempre pronti
a puntare il dito, pare si siano dimenticati di farlo con Pinochet) che gli ammazzò il padre, Generale,
la imprigionò, torturò e costrinse all'esilio insieme alla madre,
è la prova di quanto possano essere forti, indomite,
straordianarie tutte le donne del mondo.
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