14 Paesi europei complici della CIA nei voli fantasma
Dopo cinque mesi il Senatore svizzero Dick Marty rende note le conclusioni della sua indagine:
il rapporto è allarmante da esso si evince che non solo ci sono prove che in Romania e Polonia
la CIA abbia messo su prigioni segrete per terroristi o presunti tali, ma, anche, che i voli segreti,
nei quali è coinvolta l'Italia, avevano lo scopo di trasportare i prigionieri in Paesi particolarmente tolleranti
nei confronti di metodi di interrogatorio non ortodossi (leggi : torture).
In un prima fase dell'inchiesta pareva chiaro che molti Paesi europei fossero stati avvertiti dei voli segreti,
addesso appare altrettanto evidente, dice Marty, che essi, insieme alla CIA,
si sono resi complici di attività illegali. Altri Stati ancora hanno fatto finta di non sapere o, in realtà,
non hanno voluto sapere ciò che stava accadendo.
secondo il rapporto in Germania, Spagna, Turchia e Cipro vennero approntati dei campi di detenzione per
i prigionieri, campi simili a quello di Guantanamo; in altri paesi, Italia, Svezia, Macedonia, Bosnia,
invece si sono compiute operazioni con arresti illegali, altri ancora fornivano basi di stanziamento per i voli,
Grecia, Inghilterra, Portogallo, tra questi ultimi.
Marty iniziò l'inchiesta per il Consiglio europeo nel bel mezzo delle proteste causate dall'accusa
che i mezzi di informazione fecero alla CIA, accuse che riguardavano, appunto, le prigioni segrete nell'Est Europa.
Il Senatore svizzero ha lavorato incrociando i tabulati dei voli, foto satellitari e racconti di prigionieri.
Marty ha concluso che pur avendo gli USA la maggior responsabilità per la rete di voli fantasma e di prigioni segrete, essa tuttavia, non avrebbe potuto funzionare senza l'aiuto o la grossolana e provvida negligenza dei partners europei, che così, hanno contribuito a creare una rete di campi di detenzione totalmente isolati in cui si sono violati i diriti umani.
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