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Ha letto per noi

Shimon Peres – la biografia
Autore: Michael Bar-Zohar
Prezzo: Euro 22.50
Editore: Utet
ISBN --

La forza d’animo e una straordinaria tenacia impastata da un duro realismo (in un animo da poeta), doti innate che gli hanno permesso, nei quasi settant’anni di impegno politico, di superare indenne tutte le tempeste e le sconfitte, elevano Shimon Persky Peres, nono presidente dello Stato di Israele dal maggio 2007, al rango di personalità di alto spessore e credibilità nel complesso panorama dei capi del mondo.

La biografia che Michael Bar-Zohar ha dedicato a Peres, non solo è utile per conoscere la storia dei primi sessanta anni di vita dello Stato di Israele ma anche, e soprattutto, per approfondire le linee di condotta politica portate avanti dai grandi dirigenti - David Ben Gurion, Levi Eskol, Golda Meir, Moshe Dayan, Ytzak Rabin, per citare alcuni dei nomi più prestigiosi -,
le difficili scelte e le intense lotte politiche che, pure, hanno avuto il merito di forgiare tante generazioni di cittadini israeliani anche se a prezzo altissimo.

Peres è centrale in questo universo e rappresenta la continuità e la barra del timone ben ferma perché sorretta da mani forti e capaci. Il Presidente è l’ultimo dei grandi vecchi, e attraverso la storia della sua vita si passano in rassegna i massimi eventi
che, fin dalla nascita, hanno posto Israele al centro dell’attenzione mondiale, con luci e ombre. La sua grande “specialità” è sempre stata quella di occuparsi della difesa e della sicurezza dello Stato.

A tali principi ha dedicato quasi interamente la sua esistenza, elaborando programmi e iniziative che non sempre sono state apprezzate, spesso addirittura osteggiate
all’interno del suo partito, il socialista Mapai che occupa importanti settori della Knesset, il Parlamento monocamerale israeliano.

Eppure i risultati ci sono stati , seppur molte volte vilipesi da insulti di pura grettezza e miopia politiche. Ma “Shimon non si scoraggia mai” ebbe a dire il suo avversario Ariel Sharon, tributandogli così un grande riconoscimento. Un uomo complesso, un diverso da tutti quelli che lavorano con lui, osserva Bar-Zohar.
Un figlio di Erez (Terra di Israele) nato nel gelo di Vishneva, tra la Polonia e la Bielorussia, il 15 agosto del 1923, il 20 di Av per il calendario ebraico, figlio di Getzel Persky e Sara Meltzer, arrivato in Palestina nel 1935. Un profondo conoscitore della lingua ebraica anche se mai perse il suo accento straniero.

Grande esperto della difesa senza mai aver indossato una uniforme. Un kibbutznik privo di istruzione formale ma di vasta cultura. Riservato e controllato ma animato da un fuoco interiore. Scoperto e lanciato da Ben Gurion.
E potremmo continuare, ma ci fermiamo qui augurando lunga vita a Shimon Peres e al suo paese e una buona lettura di questo bel libro, che ci offre però uno spunto per esporre alcune osservazioni critiche, in specie per taluni omissioni, sicuramente fatte in buona fede.

Il nome di Anwar Al Sadat, avversario nella guerra del Kippur del 1973 ma al quale Israele deve pur qualcosa per la stabilizzazione successiva nelle relazioni con l’Egitto, è citato solo quattro volte,
poche per un libro di 500 pagine. Infine, tra i dirigenti dell’Internazionale socialista , con i quali Peres ebbe numerosi, importanti e duraturi rapporti, non sono mai ricordati Pietro Nenni e Bettino Craxi. L’autore ha scritto, tra l’altro, la biografia ufficiale di David Ben-Gurion
Giovanni Lubrano di Scorpaniello