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- PARITA' DIGNITA' LAICITA' - speciale Roma Pride 2007

Orgoglio radicale, ovvero Gino e la "rolls royce"

DI TIZIANA FICACCI
Dal fondo del corteo, dal carro del partito radicale, gli allegri colori del serpentone del Gay Pride sono meno numerosi della varietà delle posizioni del centrosinistra. La triste vicenda del patrocinio, la mortificante figura di Pollastrini, l’assenza pressocché totale dei ds, le toccate e fuga di un paio di ministri, hanno segnato ancora una volta l’incapacità di coesione del centrosinistra nella difesa dei diritti civili. LEGGI TUTTO SU NOGOD.IT

ROMA PRIDE 2007: NESSUN DIVERSO, SOLO EGUALI

Ogni volta che cittadini omosessuali e no sono costretti a scendere in piazza per pretendere il rispetto di diritti, ormai acquisiti nel resto della stragrande maggioranza di Paesi europei, viene da chiedersi "ma chi sarebbero i diversi? Ma dove sono questi diversi?" Per l'ennesima volta, infatti, non abbiamo visto "diversi" ma cittadini, uomini, donne, famiglie, belle e sane partecipi della vita economica e politica del nostro Paese.

Ma forse è vero, sono, siamo diversi: diversamente da tanti su palco di Piazza San Giovanni a parlare ad una folla enorme, c'era anche l'interprete per i cittadini sordi. Di quale Family Day o assemblea di partito si può dire lo stesso?
Forse è vero, siamo, sono diversi: quando mai un povero giovane suicidatosi pochi mesi fa, vittima della ceca ignoranza fomentata dalle gerarchie vaticane, è così accoratamente ricordato da tutti, in particolare dalle parole di Aurelio Mancuso e da quelle di Cristian Ballarin. Non abbiamo visto, dunque, diversi ma solo cittdini, attivi, impegnati, attenti.

Altri, però, non abbiamo visto: i politici. Pronti ad esibirsi come pavoni per gli occhi mediatici di TV e giornali, che, sempre più svogliatamente compiono il loro dovere, non c'erano e non se ne è sentita la mancanza, poi, nel corteo. Non appare, allora, un caso che l'intervento, colmo di emozione, ma lucidamente appassionato, di IMMA BATTAGLIA sia stato quello, forse, più sentito:
un boato come una ondata calda, ci ha sommersi quando la Battaglia, anima e "patron" del Pride 2000, ha richiamato la politica, anche e sopratutto di sinistra, alle sue responsabilità
Una politica ed una sinsitra che non possono più far finta di nulla, o usare i cittadini omosessuali come un self-service di voti, pronti da inghiottire senza grandi sforzi: da adesso anche la Sinistra dovrà guadagnarsi il voto di quelle centinaia di migliaia di persone presenti a Piazza San Giovanni, come delle altrettante che hanno seguito con la mente ed il cuore, dalle loro case di grandi città come da quelle di cittadine di provincia, il Pride.
Il Pride, l'orgoglio, la consapevolezza di lottare non solo per se stessi, ma anche per i diritti civili ed umani troppo spesso calpestati, trapelavano dalle parole dell'appassionato attivista radicale russo, che, malmenato ed arrestato insieme al Parlamentare europeo dei Radicali, MARCO CAPPATO, e al Parlamentare di Rifondazione, Wladimir Luxuria, durante la marcia moscovita che chiedeva il rispetto di diritti elementari al nuovo Zar Putin, ci ha ricordato quanto disperato coraggio occorra nella difesa dei diritti umani

Della sfilata, carica di una sana, energica, passione civile, più di altri, mentre composti nella loro allegria, sfilavano i carri delle sigle storiche: Arcigay , Arcilesbica ci hanno colpito alcuni carri: il trenino delle Famiglie Arcobaleno, un treno proiettato verso il futuro, ma non dimentico del passato, come ci ha ricordato con la voce rotta dalla emozione il Presidente della associazione, Giuseppina La Delfa. Rammentando come da due sole famiglie, nel giro di pochi anni l'Associazione sia passata a duecento, La Delfa ci ha dato motivi di speranza. Speranza e commossa, partecipe, presenza quella, poi, dell' Agedo che con il suo Presidente, Paola Dall'Orto, ha ricordato quanto difficile possa essere anche a casua dei pregiudizi, il fondamentale rapporto tra genitori e figli omosessuali. Ultimo, ma non ultimo il carro delle Associazioni UAAR e No God,che con gli indomiti Giulio Cesare Vallocchia e Paoletti sono da sempre in prima fila per la difesa dei diritti civili.