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Stiamo rifacendo l'archivio! Aaargh! alcuni dei vecchi dossier e articoli non saranno visibili presto, però, saremo più belli e articolati... che pria:-)

Prima a loro domani a voi: come la grande industria spera di ritornare all'Ottocento

Ieri a loro domani a voi!

Lettera dei lavoratori FIAT polacchi


Riceviamo da bus18 bus18 e da La Nave dei diritti e pubblichiamo questo documento:

La Nave dei dirittiscrive:

La lettera di un gruppo di lavoratori della fabbrica di Tychy, in Polonia, ai colleghi di Pomigliano che stanno per votare se accettare o meno le condizioni della FIAT per riportare la produzione della Panda in Italia. (Questa lettera è stata scritta il 13 giugno, alla vigilia del referendum a Pomigliano d’Arco in cui i lavoratori sono chiamati a esprimersi sulle loro condizioni di lavoro. La FIAT ha accettato di investire su questa fabbrica per la produzione della Panda che al momento viene prodotta a Tychy in Polonia. I padroni chiedono ai lavoratori di lavorare di sabato, di fare tre turni al giorno invece di due e di tagliare le ferie. Tre sindacati su quattro hanno accettato queste condizioni, la FIOM resiste)

Ecco la lettera dei lavoratori:
La FIAT gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli alti. E a Tychy lo abbiamo fatto. La fabbrica oggi è la più grande e produttiva d’Europa e non sono ammesse rimostranze all’amministrazione (fatta eccezione per quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi, o contrattano i turni del weekend) A un certo punto verso la fine dell’anno scorso è iniziata a girare la voce che la FIAT aveva intenzione di spostare la produzione di nuovo in Italia. Da quel momento su Tychy è calato il terrore. Fiat Polonia pensa di poter fare di noi quello che vuole. L’anno scorso per esempio ha pagato solo il 40% dei bonus, benché noi avessimo superato ogni record di produzione. Loro pensano che la gente non lotterà per la paura di perdere il lavoro. Ma noi siamo davvero arrabbiati. Il terzo “Giorno di Protesta” dei lavoratori di Tychy in programma per il 17 giugno non sarà educato come l’anno scorso Che cosa abbiamo ormai da perdere? Adesso stanno chiedendo ai lavoratori italiani di accettare condizioni peggiori, come fanno ogni volta. A chi lavora per loro fanno capire che se non accettano di lavorare come schiavi qualcun altro è disposto a farlo al posto loro. Danno per scontate le schiene spezzate dei nostri colleghi italiani, proprio come facevano con le nostre. In questi giorni noi abbiamo sperato che i sindacati in Italia lottassero. Non per mantenere noi il nostro lavoro a Tychy, ma per mostrare alla FIAT che ci sono lavoratori disposti a resistere alle loro condizioni. I nostri sindacati, i nostri lavoratori, sono stati deboli. Avevamo la sensazione di non essere in condizione di lottare, di essere troppo poveri. Abbiamo implorato per ogni posto di lavoro. Abbiamo lasciato soli i lavoratori italiani prendendoci i loro posti di lavoro, e adesso ci troviamo nella loro stessa situazione. E’ chiaro però che tutto questo non può durare a lungo. Non possiamo continuare a contenderci tra di noi i posti di lavoro. Dobbiamo unirci e lottare per i nostri interessi internazionalmente. Per noi non c’è altro da fare a Tychy che smettere di inginocchiarci e iniziare a combattere. Noi chiediamo ai nostri colleghi di resistere e sabotare l’azienda che ci ha dissanguati per anni e ora ci sputa addosso. Lavoratori, è ora di cambiare”

Courage to refuse

no alla logica militarista da chiunque sia praticata

Courage to refuse


Chi scrive ha sempre pensato che difendere la democrazia israeliana quando attaccata dai violenti e fanatici Fratelli Musulmani che ispirano Hamas e che negli ultimi anni hanno ulteriormente impresso una connotazione di religiosità malata alla loro azione violenta e maschilista fosse un dovere per una che è istintivamente non violenta. Difendere uno stato democratico, che, come tutte le democrazie liberali ha nel suo seno conflitti e problemi è una cosa, ma restare in silenzio quando militari dell'Esercito Israeliano attaccano in acque internazionali navi di attivisti pacifisti, anche israeliani, uccidendone almeno 15 NON significa difendere la democrazia israeliana, caso mai signfica difendere chi, dentro e fuori Israele, le regole democratiche vorrebbe mettersele sotto i piedi. Perciò come sempre per quel che vale sul nostro piccolo sito inserisco link ai siti pacifisti israeliani, donne, uomini, cittadini e cittadine, ragazzi di leva e giovani ex militari israeliani o combattenti palesitinesi come quelli di Courage to Refuse o di Combattenti per la Pace che non si arrendono alle logiche della guerra perenne, ma spesso isolati e non aiutati dagli europei, lottano con il dispertato coraggio del giusto, contro una violenza che pare un destino ed invece è frutto delle scelte sbaglaite fatte dall'una e dall'altra parte.
I LINK UTILI
Gush Shalom
Isha.org
Le donne soldato in Israele raccontano
coalitionofwomen.org
www.batshalom.org
Breaking the silence
Peace Women Open Democracy
Alternative news
Courage to refuse
Comitato israeliano contro le demolizioni

Il Libersimo, probabilemente

come l'acqua neo-liberista non si trasformò in vino

Il liberismo, probabilmente I

Link utili
Speciale subprime

Non ci sono pasti caldi gratis per i morti di fame nel fantastico mondo neoliberista-compassionevole, solo i manager, le agenzie di rating complici del disastro, le banche, i dirigenti col maglioncino casual, i Tremonti di lotta e di governo, i capi di governo neoliberisti, i se dicenti imprenditori che la trasparenza, l'efficienza, la Giustizia, sopratutto se è Statale, come tutti i neoliberisti veri, le vogliono fuori dalle balle, i “pompieri incendiari” del Fondo Monetario Internazionale e della Banca d'Europa hanno diritto al caviale, anche se la nave affonda.

In Grecia, come in Italia, la prossima nazione che dovrà respingere l'assalto alla diligenza dei banditi autoproclamantesi “maghi” delle borse, a pagare le ignavie, la stupidità, l'avidità di una classe politica ed imprenditoriale ingorda, quanto inetta, saranno, come sempre, i poveracci. I sacerdoti-stregoni della liturgia neoliberista, gli esperti, gli economisti, li immagino cantare l'aria che canta il servo di Don Giovanni, Leporello, me li figuro a cinguettare “madamina il catalogo è questo” elencando sacrifici per i pezzenti, li vedo ballonzolanti e ammiccanti che ruotano, gorgheggiando, intorno alle vittime indifese dei loro padroni, i Don Giovanni accumulatori compulsivi di stock-option, le dinastie di capitalisti padri/padroni/padrini/patrigni.

Tutti, servi e padroni, i Leporello/economisti/manager/giornalisti che usano un linguaggio criptico, l'economico-matematichese, e i Don Giovanni/padroni/speculatori che si sbrodolano complimenti in interviste auto compiaciute nell' assurdo anglo-economichese, hanno fatto la rovina di intere generazioni di lavoratori, immigrati, emigranti, donne, giovani, onesti artigiani, piccoli imprenditori seri, professionisti con una coscienza civica, convincendoli che gli interessi di speculatori, multinazionali, grandi dinastie economiche fancazziste, fossero gli interessi di tutti;

convincendoli che, smantellando diritti sociali, sindacali, civili, umani, sarebbero diventati tutti enormemente più ricchi, più sicuri e più felici; assicurando impiegati, stipendiati, operai, quadri, che meno Stato, meno stipendi, meno ospedali pubblici, meno scuole pubbliche, meno previdenza pubblica, significasse più vantaggi per tutti, che privatizzare diritti e beni collettivi, l'acqua, le spiagge, i boschi, la vita stessa, le sementi, l'aria, perfino, ci avrebbe traghettato, non si sa bene perchè e come, tutti, nel paese di Cuccagna. Adesso stiamo qui, invece, sgomenti, a guardare il macello greco, chiedendoci perchè il miracolo non è avvenuto: l'acqua neoliberista non è diventata vino, e, sopratutto, chiedendoci quando toccherà a noi subire le conseguenze degli errori, delle illusioni, delle ignavie governative, degli imbroglimprenditori e delle politiche sbagliate.

le Mille balle blu: la istruttiva storia della Enron e di come si macella il parco buoi
Il due dicembre del 2001 la ENRON, colosso americano del settore energetico/elettrico fallisce, nel giro di pochi mesi sono bruciati miliardi di dollari. Il crack della ENRON è importante non solo perché le vittime del crollo sono piccoli azionisti, il così detto “parco buoi”, impiegati licenziati e chi aveva stipulato contratti con i fondi pensione, tutti disgraziati che si ritrovano, dalla sera alla mattina, rovinati, non solo per le dimensioni spaventose del fallimento, ma anche e sopratutto perché l'ascesa e la fine della ENRON sono il mercato:

l'opacità, il cinismo, la sistematica violazione delle regole, la sciagurata complicità dei governi e dei politicanti in questo gioco d'azzardo fatto con i denari dei poveri diavoli, SONO il liberalismo SONO il tanto incensato Mercato. Opacità, cinismo, mancanza di corrette informazioni, anzi, mascheramento delle informazioni ai cittadini ed ai piccoli azionisti, cui, però, si chiedono e chiederanno duri sacrifici, una girandola di imbrogli, viltà e corruttele si ripresentano, nove anni dopo, pari pari, quasi con gli stessi attori e con le stesse caratteristiche durante la crisi dei subprime e l'attuale crisi in Europa

La storia esemplare di Kenny Boy
Nel 1985/86 Kenneth Lay, futuro creatore e capo assoluto della Enron, chiamato Kenny Boy dai suoi ex amici Bush e Cheney, diventa boss della Houston Natural Gas. Lay di se amava dare l'immagine di bonario uomo d'affari, il tipo d'uomo che si è fatto-tutto-da-se, il tipo d'uomo che, partendo da una piccola cittadina del Missouri, figlio di un Pastore protestante, nato in una famiglia medio/povera si permetteva, al culmine della sua parabola, di dare del tu al rampollo dei ricchi-da-generazioni Bush.

Lay rappresenta l'incubo più che il sogno americano, è un prototipo, il tipo classico dell'affarista neoliberista : uomo capace di ricordarsi il nome ed il compleanno dei suoi dipendenti, e, poi, di mandarli in rovina con un cinismo spaventoso, invitandoli, fino all'ultimo, a preferire pagamenti in azioni della Enron piuttosto che in dollari, anche quando sa perfettamente che la compagnia è un cumulo di debiti, una chimera contabile; Amministratore Delegato, Gran Capo Carismatico, che, da un lato distribuisce pacche sulle spalle e dall'altro, poco prima del crollo, vende 100 milioni di dollari delle azioni della sua stessa società...

Negli anni Sessanta Lay il futuro mago della finanza creativa si guadagna una borsa di studio per l'Università del Missouri e, spronato da un suo insegnante, Pinkney Walker, si laurea in economia (Baccalaureato preso l'Università del Missouri), nel '65 aggiunge il Diploma di specializzazione (Magistero sempre presso l'Università del Missouri) Il giovane borsista capisce da subito che quel che conta sono le conoscenze ed, infatti, ci tiene ad entrare nelle confraternite dell'Università. Laureatosi trova lavoro presso una industria petroliera inglobata ben presto dalla Exxon, poi in Marina e, negli anni Settanta, grazie alle conoscenze del suo ex insegnante, approda a Washington dove viene introdotto nella Federal Power Commission. Lay abile marpione si conquista i favori di altri pigmalioni, quali il Segretario degli Interni, Roger Morton, che, nel 1972, ne richiede la nomina a Sotto Segretario per l'Energia. Negli anni Settanta il Nostro continua la sua scalata, passando dalla Florida Gas ad una compagnia più grande, la Continental Group, ogni passaggio gli porta nuovi lauti stipendi. Compra una casa lussuosa e già che c'è divorzia dalla moglie, facendo in modo che i figli gli vengano affidati.

Il salto vero, però, Lay lo fa negli anni Ottanta: Reagan, l'ex attore, il maccartista spione è Presidente USA. Un Presidente “cowboy” che oltre ad avviare una politica estera aggressiva, si lancia in una politica economica altamente gradita ai padroni del vapore USA e, come una sorta di Robin Hood alla rovescia, leva ai poveri per donare ai ricchi: decurta le tasse alle classi abbienti, argomentando che così esse avrebbero reinvestito i danari, procurando benessere a tutti (non andò proprio così, ma questo per i neo-liberisti d'assalto era ed è un dettaglio insignificante) dimezza la spesa sociale e aumenta le spesa pubblica per l'industria militare, e, sopratutto, liberalizza alcuni importanti mercati, anche adottando politiche di aggressione ai sindacati ed ai lavoratori, due settori vitali vengono, così, stravolti: quello aeronautico e quello dell'energia, settori che vedranno ascese e speculazioni, crolli e sconquassi le cui conseguenze negative arriveranno sino ai giorni nostri. Questo macello socio-economico è però una paradiso per uno come Lay, assettato di gratificazioni economiche e sociali, uno che pare dotato di una ingordigia mai saziabile.

Nel 1984, dunque, all'ex povero figlio del venditore di commercio e Pastore battista del Missouri, che a 42 anni ha uno stipendio da manager considerevole, riesce un colpaccio: Lay lavora, divenendone, poi, Amministratore Delegato, per la Houston Natural Gas una piccola compagnia texana di distribuzione di gas naturale. Nel 1985 una compagnia concorrente del settore energetico, la InterNorth, si trova ad essere oggetto delle mire speculative di Irwin Jacobs, uno dei tanti speculatori del periodo, giocatori d'azzardo che scalano società per rivenderne, a tempo debito, i brandelli e le azioni a prezzi esorbitanti. l'Amministratore Delegato della InterNorth, Samuel Segnar, per salvarsi la pelle, cerca un modo di rendere indigesto il boccone allo speculatore Jacobs ed è allora che trova l'appoggio di Lay .

L'Amministratore Delegato della Inter si lascia convincere a realizzare una fusione tra la InterNorth e la Houston Natural Gas, una fusione fatta con un notevole indebitamento e prelevando i soldi dai fondi pensionistici dei dipendenti: Jacobs verrà sconfitto, ma Lay, da quel furbo arrivista che è, riesce a farsi cedere una notevole quantità di poteri all'interno della nuova Società, scalzando, così, il suo ex alleato e prendendo la guida della Compagnia. Inizia in tal modo, con un inganno ed un indebitamento, l'avventura della Enron, avventura di cui vi scriveremo nella prossima puntata.

E' sempre colpa delle bambine.

il fascioleghismo e le volenterose carnefici delle donne

E' sempre colpa delle bambine

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Le bambine sono stupide, se non sono stupide sono civette che amano mostrare tette e chiappe su facebook in tivì, mandando in tilt gli ormoni dei loro innocenti compagnucci, se, poi, non sono civette sono secchione acide che, però magari, sul comodino mettono in bella mostra ponderosi libri di storia, di matematica, di filosofia mentre, in realtà, tengono sotto al cuscino “giornaletti” sul tipo di Chi, Oggi, Gente, Vip, di cui, con segreti, clandestini palpiti notturni , leggono, avide, le pagine.

Insomma a leggere l'articolo della scrittrice Susanna Tamaro come la giri giri è sempre e solo colpa delle donne, in specie delle donne femministe, se il Paese in cui viviamo è in fase digestiva, in ammollo dentro un clima che sta a metà tra la caserma, il Bar Sport, lo spogliatoio, e il convento; se la Nazione è una Nazione immersa in un delirio clerico-misogino-fobico verso la donna, sentina di ogni male, prostituta, sempre, raramente martire dell'illibatezza, è solo colpa di quelle sceme di femministe, che invece di diventare chessò, Presidentesse della FIAT, Capo di Governo, Presidenti delle Camere hanno preferito, malannaggia a loro, farsi le canne, abortire un giorno si e l'altro pure e, per di più, incoraggiare, uhhh orrore! La libertà e la promiscuità sessuale delle loro innocenti nipotine.

Per il pupazzo di mio nonno! deve essere davvero bello fare la scrittrice. Perchè, dico, la Dea Madre, il Grande Orologiaio, il Dio Quelo, Giove, Cerere o Kali non mi hanno dotato di talento letterario e dell'opportuno culo occorrente per far breccia nel fantastico mondo della letteratura italiana? Cavoli! A quest'ora me ne stari anche io bel bella, in panciolle a scrivere amenità, a quest'ora un grosso, grasso, imponente, importante quotidiano nazionale, voce della buona, forse casta e forse pia borghesiona italica, magari avrebbe affidato a me il compito di ripetere, per l'ennesima volta quello che ho sentito rimbombarmi nelle orecchie da quando sono nata: “è colpa tua!”
FIMMINA E' COLPA TUA!!!

è colpa tua se ti menano
è colpa tua se NON ti menano
è colpa tua se ti violentano
è colpa tua se NON ti violentano
è colpa tua se vuoi figli
è colpa tua se NON li vuoi
è colpa tua se mostri il culo
è colpa tua se NON lo mostri
è colpa tua se credi
è colpa tua se NON credi


Come dare torto a Tamaro, è davvero pratica liberatoria affibbiare la colpa alla “femina” AHHH! che liberazione deve essere sbraitare verso “'a fimmina” corcandola di botte metaforiche, ma non troppo. Peccato che in questa visione così riposante di tutta la faccenda i “masculi” scompaiano, siano remoti, come i gatti, ed immobili, come i comignoli;

i “masculi” in questo non nuovo tipo di visone non ci sono, oibò, anzi i “masculi”? Sono Gargoiles! Anzi sono angeli. I padri maneschi, i mariti egoisti a volte violenti, i fratelli disturbati, i figli vili, sono puri ed ingenui fiori di campo, che madri, mogli, sorelle, inette o cattivissime hanno allevato male. ( ergo : Femmina è colpa tua! ) I MASCULI in questa riscrittura della storia sociale della Nazione, una riscrittura in sindrome di Stoccolma style, non c'erano o, e se c'erano, guardavano fuori dalla finestra. Essi guardavano dalla finestra mentre il Paese prima sprofondava nel clerico-fascismo, poi nella untuosa bigotteria democristiana, essi, qui, ora, adesso, guardano dalla finestra, mentre il Paese, con l'allegria funebre della nave dei folli, veleggia piacevolmente immerso nel maleodorante mare escrementizio del volgare razzismo fascistoide, del fanatico, osceno catto-celodurismo leghista.

Beati i ricchi di talento letterario, allora, disgraziata me che per mia somma sciagura non ho questo talento e in quanto al culo, bhe ne avrei, ma non nel senso apotropaico. L'unica cosa che mi resta, dunque, sono i noiosi libroni di storia, le asciutte statistiche, i poco aulici codici civili e penali, che mi raccontano con voce aspra e dura altra vicenda. Una vicenda che è nel suo senso profondo, una storia di coraggio e libertà, una affascinante epopea, a volte tremenda, una storia ricca di storie, la storia di una generazione di donne che con una enorme dignità, pazienza e costanza è riuscita, per la prima ed unica volta nelle vicende del Paese, a far si che la Nazione facesse un salto verso la civiltà. Lentamente, con uno sforzo che immagino feroce, uno sforzo fatto anche su se stesse, sui propri modi e tic di agire e pensare, molte donne, prima durante e dopo gli anni 70, hanno osato rompere gli schemi, parlare, sperare, imporre il cambiamento.

Lentamente, penosamente si è passati dal diritto di famiglia dei codici civili napoleonici, post-napoleonici, fascisti, post-fascisti al diritto di famiglia del 1975. Lentamente si è passati da un codice penale che puniva non lo stupratore ma chi veniva stuprata ad una legislazione un minimo più attenta verso la vittima, che molto spesso era appena una bambina.

Non è stato un salto da poco; in quei codici civili ante 1975 è bene ricordare che la la potestà maritale e paterna era pressoché assoluta, in quei codici civili una donna fatta era considerata né più né meno che come una bambina, soggetta ad un controllo totale dell'uomo di casa, in quei codici penali chi violentava la faceva franca.

Quei codici civili e quei codici penali, specchio di una società ingiusta ed immobile, sopratutto per le donne, i poveri, i minori, hanno resistito fino agli anni Settanta, quando, appunto, proprio le tanto vituperate femministe sono riuscite a rompere la cappa plumbea di una società italiana imbambolata da nenie pretesche, una società arcaica, in cui era l'uomo a dire l'ultima parola, una società vile e violenta.

Il cambiamento, il cambiamento legislativo nel diritto di famiglia, nel diritto penale, nella regolamentazione del matrimonio e del suo scioglimento, non è stato la graziosa elargizione di un fato benigno, il cambiamento lo dobbiamo alle nostre Maggiori, a chi prima di noi e con minor strumenti, ha combattuto una logorante lotta di posizione per cercare di garantire a chi aveva/ha minor diritti, tutele, spazi di libertà e dignità. Il diritto alla salute, alla parità di salario, alla libertà civile, politica, alla dignità, alla sicurezza fisica e psicologica; quelle tutele, quegli spazi senza i quali la vita nostra di donne sarebbe ancora più difficile e buia, non sono state un regalo ma una difficile, ancora non del tutto compiuta, conquista di civiltà, che ha portato frutti benigni a tutti.

Oggi che la nostra inutilmente amata Italia sta ritornando indietro, ostaggio di una marmaglia senescente che biascica preghiere per convertire i cittadini ebrei, che rutta sconcezze razziste, che mostra con orgoglio uno sbavante, ripugnante machismo da quattro soldi, che trova scandalo non nel mettere le mani tra le cosce di bambini e bambine ma nella dignitosa, civile, richiesta di bloccare e punire quelle mani, oggi mancava, giustappunto, la voce di una donna che si accodasse, rafforzandola, a questa accozzaglia di suoni cacofonici emessa da avvinazzati, nostalgici fascistoidi, ebbene oggi è giunta questa voce.

Ma questa voce non potrà coprire tutte le altre. Questa voce non potrà coprire la voce delle tante donne che si sono battute, spesso sole, per la Libertà e la Civiltà Laica del Paese;

finché, noi, generazione di mezzo e nuove generazioni ricorderemo ancora, anche se, a volte, in minoranza, le tante Teresa Noce che seppero opporsi ai preti rossi e neri, non solo ci sarà speranza per le tante donne, giovani o giovanissime che usano liberamente il proprio corpo ed il proprio cervello, ma ci sarà, anche, la speranza di far tacere, una volta per tutte, le voci che vorrebbero si ritornasse ad un passato cupo in cui la vita, il sesso, le ambizioni delle ragazze erano totalmente in mano al capriccio di padri, mariti, fratelli, preti.
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women.it

Dei delitti e delle pene

2009 Italia: forti con i deboli deboli con i forti

I numeri di un disastro: l'arcipelago carcere in Italia


...che ben sicuri mai non siamo che quel posto dove andiamo che ben sicuri mai non siamo non c’inghiotte e non torniamo più.
Genova per noi di Conte-Lauzi

Si legge nel Rapporto dedicato alle nostre strutture penitenziarie, rapporto stilato nel 2000 dal Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura e dei trattamenti o delle pene inumani o degradanti - (CPT):
" ...In particolare, i responsabili delle strutture e le autorità italiane sono invitate ad adoperarsi contro ogni forma di violenza e di maltrattamento e che vigilino sull’attuazione di tali principi. Il Comitato insiste sull’importanza di un rapporto umano tra il personale e i detenuti, compresi quelli in “41Bis”. ... Ai precedenti richiami di questo tipo, il CPT fa notare che le autorità italiane, nelle loro risposte, hanno fatto menzione di corsi di formazione puramente teorici sui diritti dell’uomo che, invece, andrebbero integrati con insegnamenti pratici, che aiutino nella gestione di situazione ad alto rischio, come la cattura e l’interrogatorio dei sospetti..."
Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura
ww.prisonobservatory.org
Ci sono Paesi, regimi, in cui se finisci in galera vieni piacchiato, umiliato, stuprato. Ci fanno orrore questi Paesi e, giustamente, ne denunciamo la violenza gratutia che, come tutte le violenze, è inutile. Non è sulla gogna, non è sulle botte ma è sulla capacità di tutelare dal sopruso, dalle botte, dalle umiliazioni, anche quelli che ci fanno orrore, i fanatici, gli stupratori, i violenti, quelli per cui noi personalmente proviamo ribrezzo, che le persone perbene nelle liberal democrazie in cui viviamo dovrebbero fare affidamento. E' questo che fa la differenza tra "noi" e "loro" , tra "noi" liberal-democrazie e "loro" regimi violenti che stuprano il popolo.
A vederla bene, invece, l'opera legislativa del centro-destra, compresa quella "salva Premier" delle ultime ore, appare schizofrenica: da un lato abbiamo una legislazione che fa la faccia feroce, che castiga i ruba galline, i più deboli, i più soli, dall'altro una legisalzione amorevole, che perdona e riconcilia "i compagni che sbagliano" gli inamidati e profumati colletti bianchi, quelli che fan danni e poi nascondono i cocci sotto al tappeto, i Tanzi e compagni.
Dalla Legge così detta Giovanardi-Fini sul contrasto alle tossicodipendenze alla legislazione repressiva nei confronti degli stranieri, balza agli occhi un dato: questa attività legislativa, che spesso è animata più da intenti degni dello stato etico fascista di triste memoria, pare non solo essere diretta a castigare esclusivamente i più deboli e i più poveri della società, ma, paradossalmente a creare reati, piuttosto che a fornire soluzioni e risposte pragamatiche e non ideologico-punitive. Si ha, dunque, l'impressione sempre più viva che, della fragilità, degli annosi problemi che affliggono la macchina giudiziaria, della negazione di giustizia inevitabile in un sistema farragginoso come il nostro a nessuno, realmente importi.
Intanto il centro-destra, seguito da una Opposizione comatosa, monta campagne di odio, fruga tra i letti, insieme alla stampa, suscita, come l'apprendista stregone della favola, forze che, poi, non riesce a domare. Forze capaci di distruggere la civiltà, anche giuridica nel Paese.
Troppi, così, nella nostra Italia malata, in modo sguaiato vorrebbero buttare a mare Beccaria e tenersi invece fanatici arnesi da ancien-regime, forti con i deboli e deboli con i forti, i ricchi e i potenti, troppi vorrebbero buttare a mare la Costituzione e tutto quello che dietro alla Costituzione c'è e c'è stato per ritornare all'olio di ricino.

Crocefissi e diritti

Memento:


COSTITUZIONE ITALIANA
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
CONVENZIONE EUROPEA DIRITTI DELL'UOMO
Protocollo n°1 addizionale alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fondamentali
Art. 2
Diritto all’istruzione
Il diritto all’istruzione non può essere rifiutato a nessuno. Lo Stato, nell’esercizio delle funzioni che assume nel campo dell’educazione e dell’insegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di provvedere a tale educazione e a tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche.
ARTICOLO 9 CONVENZIONE EUROPEA DIRITTI DELL'UOMO
1.Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, così come la libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l'insegnamento, le pratiche e l'osservanza dei riti.
Ieri la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo di Strasburgo ha condannato l'Italia: i fatti sono noti, una cittadina italo-finlandese aveva chiesto il crocefisso presente nell'aula della Scuola pubblica frequentata dai suoi due figli, fosse rimosso.
Le Autorità scolastiche hanno opposto rifiuto. La cittadina si è ritrovata a dover sostenere una lunga battaglia giuridica per far si che i suoi diritti civili, diritti stabiliti dalla nostra stessa Costituzione, fossero garantiti a lei e ai suoi due figli, cittadini italiani.
La battaglia giuridica durante la quale la Signora Lautsi ha trovato il sostegno e l'appoggio dello UAAR ha condotto sino a Strasburgo, ove con una sentenza chiara e precisa la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha dato ragione alla cittadina italo-finlandese ritenendo che la presenza del crocefisso risultasse non solo capace di offendere ed intimidire gli allievi di altro credo religioso o atei-agostici, ma, anche, di impedire, di fatto, ai genitori dei ragazzi di esercitare in piena libertà quell'indispensabile ruolo educativo che essi hanno e devono avere sui figli. [Qui il Comunicato stampa e sunto della Sentenza
La sentenza completa -in francese-]
La Corte con un ragionamento giuridico lineare e chiarissimo, ricordando, tra l'altro, che le direttive di Toledo circa l'insegnamento della religione nelle scuole pubbliche, già avevano sfavorevolmente visto la presenza di simboli religiosi nelle scuole pubbliche, presenza che, secondo gli esperti ed i giuristi dell'OSCE, costituisce una forma di mascherata imposizione di un insegnamento religioso, dando l'impressione, inoltre, che una religione, più di altre, meriti trattamenti di favore, ha, in un solo colpo, polverizzato la ridicola posizione governativa che pretendeva di infinocchaire i giudici europei, affermando non essere il crocefisso un simbolo religioso, ma un simbolo di non meglio identificate presunte radici culturali cristiano-italiche.
La Corte Europea, ha ricondotto tutti ad alcuni principi che sono le vere radici, il vero cuore pulsante delle liberal-democrazie europee:
un principio di libertà, libertà del cittadino dall'imposizione di un credo religioso, un principio di necessità la necessità suprema che la scuola pubblica non solo sia luogo neutro, ma, al massimo grado, luogo inclusivo, luogo che mette al centro il fanciullo e non lo discrimina nè lo fa sentire colpevole o inferiore a causa della sua religione o assenza di fede. [vedi in merito anche www.osce.org]
La canea offensiva della nostra mediocre classe poltica, che si è scatenata in risposta alle decisoni della Corte, risulta, dopo aver preso una boccata d'aria pura leggendo la Sentenza, ancora più stonata e fastidiosa. Da un lato abbiamo un Governo e una combriccola di presunti liberali di centro-destra, se dicenti laici, che paiono ricordarsi di essere liberali e laici solo quando hanno da sbraitare contro lo Stato Sociale o quando hanno da fomentare atteggiamenti razzisti ed inquietanti verso gli straneieri, sopratutto, se isalmici. [vedi ANSA]
Liberali della domenica, che, di fronte al piagnucolio delle gerarchie ecclesiastiche cattoliche, si fanno in quattro per consolare il papa, inanellando una serie di dichiarazioni veramente imbarazzanti.
Farfugliamenti, patetici starnazzamenti, svenevoli furori preteschi dei presunti forse liberali forse libertari ma, di sicuro, "vorrebbimessimo ma non possumus" del PDL, patetici bla bla, che dimostrano solo il vuoto di cultura e di cultura giuridica di costoro, che pretendono le fondamenta dell'Italia e dell'Europa essere, esclusivamente, in un credo religioso, quello cattolico, che negano perciò civiltà, umanità, spirito solidale e pensiero a chiunque non sia cattolico-apostolico-romano.
Dall'altro alto, quello dell'Opposizione, se dicente laica abbiamo, invece, il fastidioso, cretinesco, pappagallesco ripetere di Bersani e soci che il crocefisso sia un mero simbolo culturale italiano, incapace di offendere,
blaterando di "buonsenso offeso dal diritto" costoro in un colpo solo fanno carne di porco di tutto un pensiero giuridico raffinato, che, un tempo, apparteneva all'Italia, un pensiero sofferto e acuto, che ha contribuito a darci la Costituzione e quell'Articolo 3 che dovrebbe essere difeso a spada tratta senza se e senza ma, dato che è l'anima stessa, il cuore pulsante di ciò che noi chiamiamo democrazia
LINK UTILI E DOCUMENTI
La Sentenza della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo
Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fondamentali cosí come modificata dal Protocollo n° 11
Protocollo N°1 - Diritto all'Istruzione
Convenzione Europea Diritti dell'Uomo
Convenzione Europea Diritti dell'Uomo -Protocollo N° 1

Poveri nobis

La democrazia è partecipazione 2

aesse

...Mastella non nega, ma minimizza: "Ho segnalato povera gente che aveva difficoltà e comunque ho fatto meno segnalazioni dell'Idv. Io, da quello che apparirebbe, ne ho fatte 26; l'Idv con i suoi rappresentanti, senatoriali oggi e consiglieri regionali, ne ha fatte 27"
http://www.repubblica.it

...Il mio primo gesto da segretario sarà quello di occuparmi del lavoro e della precarietà, credo che abbiamo bisogno di riportare la politica ai fondamentali e per prima cosa incontrerò un gruppo di artigiani a prato perchè bisogna rompere il muro tra politica e lavoratori» http://www.unita.it

Muore così, lentamente e nell'indifferenza, un tessuto sociale. Mastella ai più apparirà un folcloristico personaggio, roba da ridere, invece Mastella rappresenta bene il nostro Paese.
La disperazione di un Meridione lasciato a se stesso, o peggio lasciato alle clientele politiche sta tutta in quelle 600 persone che pietivano un lavoro.
La debolezza e l'ignavia di una classe borghese, di una imprenditoria, di una cultura, di una popolazione che pare avere un solo ed unico motto: "tengo famiglia".
intanto con amarezza si legge che a rispondere, ad agire, a combattere a risvegliare tutti quei cittadini stanchi ed umiliati che si umiliano, al nord come al sud, un poco per debolezze caratteriali, un poco per estremo, disperato bisogno, dovrebbe essere una classe politica, quella del PD, che è incapace di reagire a quattro guappi in divisa, una classe politica anch'essa umiliabile, corruttibile e farsesca.
Ieri, come almeno tre milioni di persone ho votato anche io per le "Primarie" del PD, ho votato per Marino, non perchè "nuovo" ma perchè lo ho ascoltato e m'è parso dicesse cose sensate, che appaiono in Italia rivoluzionarie.
Il candidato Bersani pare debba vincere, a tutt'ora non si sa con quale scarto percentuale, forse lo sapremo alle sei del pomeriggio. C'è da augurarsi che il PD butti a mare sia il fanatismo teocon, sia, se non sopratutto, una politica cerchiobottistica che da un lato manda avanti i Bassolino i Loiero i Mastella prossimi venturi, dall'altro fa l'occhiolino ai razzisiti, violenti e ruttanti esponenti della Lega Personalmente non ci credo affatto, da cittadina e da cittadina che vota a sinistra me lo auguro, come mi auguro che i mugugnanti e borbottanti cittadini perbene che ci sono a destra e a sinistra tengano sotto tiro i loro eletti affinchè l'Italia smetta di essere la repubblica delle banane che è diventata
PS
Su certe propensioni legaiole del candidato Bersani vi segnalo il blog di Andrea Sensi: http://danielesensi.blogspot.com

I capponi di Renzo

l'influenza il PD e i Promessi sposi

Di Anna Spina
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"Fate a mio modo, Renzo; andate a Lecco; cercate del dottor Azzecca-garbugli, raccontategli... Pigliate quei quattro capponi, poveretti! a cui dovevo tirare il collo... ...e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s'ingegnavano a beccarsi l'una con l'altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura"
I promessi Sposi

No, è chiaro, gli Onorevoli del PD non hanno mai letto i “Promessi sposi”, se l'hanno studiato a scuola forse erano distratti o avevano saltato la lezione o si fumavano una sigaretta nei bagni o dormivano o sfogliavano l'ultimo numero de “ammazza come sei fico se ti compri sta moto” .
Vedi...poi dicono: “la cultura non serve a niente” mica vero! Se gli Onorevoli del PD avessero letto i “Promessi sposi”, magari non avrebbero fatto la figura dei capponi in Aula, ieri, magari avrebbero meditato attentamente, prima di affossare la legge che avrebbe dovuto punire comportamenti omofobici.
Chissà, forse loro sono dei perfezionisti, forse hanno preso a calci nelle palle tutti i “froci” ed in particolare quei fessi, scrivente compresa, pur se priva di palle, che li hanno sostenuti nelle urne per anni, per puro amore di perfezione

Si, si, sono certa, è proprio così, lor signori del PD la legge la vogliono più bianca che più bianca non si può, come le sciure nate dalla fantasia comatosa dei pubblicitari italioti, candeggiano e strofinano, strofinano e candeggiano al punto che fanno dei buchi con la varechina nelle mutande!
Cavoli! Sono dei dannati “mister perfettini” sti Onorevoli del PD, meglio senza mutande che con mutande men che splendenti! Meglio niente che piuttosto!

Ma siamo matti, devono aver pensato, ritornare in Commissione e sforzarsi di trovare il modo di licenziare una legge di civiltà, aggiustando e limando quel che già c'è, quel che già è costato lavoro in sede di Commissione? Giammai!

Mannagia! Gli Onorevoli del PD sono dei gran perfezionisti, loro vogliono una legge anti-omofobia con i controcoglioni, mica sta robetta fatta alla buona. Si, si, è proprio così, deve essere per questa dannata smania di perfezione che, quando erano al Governo, non hanno realizzato le Unioni civili, né hanno portato a termine la legislazione anti-stalking, né quella anti-omofobia, né cambiato l'orrida Legge n.40 sulla procreazione assistita

Certo, io, personalmente, avrei preferito una robetta fatta alla buona, piuttosto che nulla, certo io, personalmente, ho la bava alla bocca e se vedo una bandiera del PD in qualche prossima manifestazione, magari mi viene la tentazione di farne un uso improprio.

Ma io non conto nulla, anzi, conto come una scoreggia di mezzanotte, però, però un consigliuccio voglio darlo agli Onorevoli del PD: fa già freddino, il raffreddore galoppa, l'influenza scalpita, non c'è nulla di meglio, dicono, di un bel brodo calduccio, un brodino di capponi sarebbe ottimo, un brodino caldo, caldo, consolatorio, ristoratore che ne dite? Magari, quando avete finito di beccarvi tra voi, magari... magari date un colpo di telefono, magari vi presentate in Aula a votare, magari muovete le chiappe, prima che quel che resta della democrazia in Italia finisca in pentola, insieme a quattro capponi democratici.

Il bianco e il nero

a chi conviene tenere sottomessi i lavoratori in Italia

Di Anna Spina
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...Nel Sud si moltiplicarono i poor withes braccianti e affittuari agricoli che vivevano in condizioni di grave indigenza, del tutto subordinati ai maggiorenti del luogo. Il razzismo fu anche un modo per tenere sotto controllo il loro potenziale malcontento; sistematicamente infatti i ceti superiori fecero appello alla solidarietà razziale interclassista tra bianchi in nome della withe supremacy e questo contribuì a togliere spazio alla protesta sociale “dal basso”..."
Oliviero Bergamini – Storia degli Stati Uniti Laterza – collana “Quadrante”- Euro 25,00


Uno dovrebbe sempre individuare il proprio “avversario” , chi è il mio avversario, i disperati sui barconi o quelli che sui disperati lecitamente e illecitamente fanno affari? A chi conviene tenere masse di uomini e donne ricattabili, da usare anche contro altre masse di lavoratori più o meno sfruttati, più o meno precari ? Chi devo temere di più, chi vuole il mio asservimento come donna o uomo, come lavoratrice/lavoratore disoccupata/o , precaria/o, in nero, come potenziale carne da macello sul mercato del lavoro, merce senza diritti o con diritti sempre più risicati, o chi condivide le stesse mie angosce per il futuro incerto.
E' questa la domanda, non ce ne sono altre e a questa domanda dovete rispondere. Chi detiene il potere economico e/o politico sa sempre individuare chi è l'avversario da abbattere, quello più pericoloso o potenzialmente pericoloso. Tutti noi dovremmo fare lo stesso, farci quella unica e sola domanda: “chi è per davvero il mio avversario?”
Quando vi sballottano da una ditta all'altra, con contratti umilianti, pretendendo che vi trasferiate magari a due o tre ore di treno dalla vostra vita o in altra regione, mentre la vita, la vostra, lentamente se ne va a ramengo, domandatevi sempre a chi conviene avere una manodopera a buon mercato, magari “abbronzata”, domandatevi sempre a chi conviene avere un ricco bacino di disoccupati intellettuali, magari terroni, a chi conviene?

Pensare fa soffrire
Stendhal, “Il Rosso e il Nero” Capitolo XIX

Pensare fa male ma dobbiamo pensare è un dovere che abbiamo verso noi stessi Vediamo un poco allora a chi conviene lo stato delle cose e a chi conviene creare una legislazione che punisce le persone per il solo fatto che esistono, una legislazione che al tempo stesso non risolve il problema ma dà molte opportunità a chi sfrutta uomini e donne e perfino bambini, di continuare a sfruttare, a chi conviene avere molti, moltissimi lavoratori in nero ricattabili? Per mia abitudine mentale cerco sempre i dati, i dati a saperli e a saperli leggere parlano, a volte, molto chiaramente. Iniziamo da voi Conviene a voi lavoratori del Centro/Nord?
A voi, no, evidentemente, i vostri salari si abbassano perché c'è gente disperata che accetta di fare di più, a meno, però all'altro capo del filo c'è gente che fa alti profitti abbassando il vostro salario, gli appalti al ribasso i mille sub-appalti questo fanno: scaricano tutto il costo sostenuto dalla impresa o dall'autonomo a capo di due o tre sottoposti, su una sola voce, il lavoro, il vostro lavoro, se la ditta o il capo accettano di lavorare con ribassi al 30, 40% dove credete che risparmieranno? Non è difficile rispondere, risparmieranno su di voi: quello che facevate in 3 dovrete farlo in 2, quello che facevate in una settimana dovrete farlo in 3 giorni sgobberete di più ma la paga non sarà di più,
se qualcuno protesta la risposta è che, tanto, si trovano migliaia di disperati disposti a lavorare in nero e senza garanzie, perciò, quando qualcuno vi dice che la colpa è “loro” degli immigrati che vi rubano il lavoro, dei rom, dei marocchi, fermatevi e pensate, lo so che pensare è doloroso ma se non pensate adesso sarete costretti a pensare dopo e dopo sarà troppo tardi perchè, magari, chi ha dato la colpa ai marocchini, facendoli lavorare però in nero, tra poco trasferirà la baracca dove potrà sfruttare meglio altri poveracci come voi e come loro, chiuderà la ditta, anche se ha avuto sovvenzioni pubbliche e voi, allora, avrete molto, troppo tempo, per pensarci, per capire, ma purtroppo sarà tardi.

Conviene ai lavoratori del Sud e delle Isole? al terrone che paga un 300/400 euro a posto letto, dividendo l'affitto con altri poveracci, in una medio-piccola città del Centro-Nord o che fa chilometri su treni scassati per risparmiare il risparmiabile, nemmeno conviene: di quei soldi gli resta ben poco, spesso, se ha moglie e figli, la famiglia resta per anni al Sud .
In Italia si calcola che ci siano almeno 140,000 bambini e bambine che lavorano invece di andare a scuola (dati ISTAT) molto probabilmente sono dati al ribasso, tanto che alcuni parlano di 400,000 minori sfruttati. Moltissimi di questi bambini vivono al Sud, i bambini, come le donne come gli stranieri costano poco, lavorano tanto e sono ricattabili pure loro, vengono sfruttati al Sud e al Nord, quando a volte vanno su, inseguendo il lavoro.
A un lavoratore totalmente in nero del Sud Italia la ditta quando va bene dà per 8 ore di lavoro 450/500 Euro, la metà di un salariato in regola, a chi lavora in nero però non spetta pensione, né diritti, né sicurezza, se si fa male, si acchiappa al tram se si ammala idem con patate per gli stranieri è peggio, come vedremo.
Al loro fianco questi lavoratori disgraziati non trovano nessuno ed in particolare non trovano uno Stato che si faccia carico, almeno un minimo, delle loro vite, della malattia, della morte di dove e come trovarsi una casa decente, il lavoro nero e lo sfruttamento sistematico di chi è più debole ancora una volta danneggia tutti, voi e loro, solo chi fa alti profitti sfruttando in nero chi lavora, come chi fa affari con la malavita organizzata, ha enormi vantaggi

Conviene all'extracomunitario?
All'extracomunitario meno che meno, se non lavora non solo non mangia, non solo non manda due euro a casa, ma, sempre più ricattabile, grazie alle leggi che di fatto puniscono chi è povero e straniero solo per questo, solo perché è povero e straniero, se non lavora sono guai, quindi o mangia la minestra o salta dalla finestra, le sue scelte sono, allora, ancora più obbligate delle vostre o dei terroni. Lavorerà in nero, senza garanzie, lavorerà di sabato, lavorerà in condizioni di insicurezza, lavorerà sopratutto senza protestare perché quei pochi euro gli servono, per lui sono la vita, un futuro meno brutto per i familiari. Per lui è più vero che mai : piuttosto che niente è meglio...piuttosto,
Lui è come eravamo noi quando andavamo a lavorare in Svizzera, in Germania, America, Australia, allora eravamo noi i negri, eravamo noi a far venire di nascosto i figli e a tenerli chiusi in casa per non farli scoprire dalla polizia svizzera, eravamo noi nelle classi speciali, eravamo noi gli italiani che rubavano, stupravano, mentivano, vendevano falsi, mendicavano, sfruttavano i figli, picchiavano le donne e i bambini, si ubriacavano sempre e sempre avevano in tasca il coltello.
“ah questi italiani selvaggi, barbari, italiani macaroni” “italiani incivili, sono diversi questi italiani, non come noi bianchi e rosa, civili, ariani, via gli italiani, che poi rubano il lavoro ai bravi cittadini e guardano le loro donne e le vogliono stuprare, no, i mangiaspaghetti i macaroni non sono come noi, puzzano, via i macaroni!”
Allora, un allora non troppo lontano, questo dicevano di noi altri razzisti, magari con altre camice e altri simboli, i cappucci del Klan o i simboli dei razzisti degli anni Settanta in Svizzera, Francia, Germania, altri simboli, ma uno stesso modo di vedere il mondo: un mondo in cui solo noi siamo i buoni tutti gli altri, tutti gli stranieri, i diversi da noi sono stronzi, cattivi e puzzolenti. Ma intanto anche in Germania, Svizzera, Francia, USA, Australia le fabbriche e le miniere facevano grandi profitti, grazie ai “macaroni” , nei campi il grano mietuto, sugli alberi la frutta raccolta, grazie anche ai mangiaspaghetti, le case e le strade sempre più alte sempre più lunghe, anche grazie ai broccolini, in Germania le macchine in catena di montaggio assemblate e nei reparti dove venivano verniciate molti del sud Italia e molti morti perché respiravano vernice e non protestavano: piuttosto che niente... è meglio piuttosto

Chi ha avuto avuto avuto, chi ha dato ha dato dato, simme e napule paisà: la forbice tra poveri e ricchi in Italia

Cicirinella aveva una botte. Metteva da sopra e usciva da sotto. E non c'era né coperchio né cannuccia. Questa è la botte di Cicirinella. Cicirinella mia si bona e bella!

Torniamo all'oggi, abbiamo iniziato a vedere a chi non conviene lo stato delle cose, a chi non conviene il mercato del lavoro per come è diventato qui e ora, vediamo, dunque, adesso a chi conviene, è convenuto e converrà mantenere extracomunitari e lavoratori italiani in uno stato di soggezione e in guerra tra loro. Primo dato significativo:
L'Italia è il paese con la più marcata forbice tra chi ha uno stipendio sempre meno dignitoso e chi invece ha ricche rendite, la forbice significa questo: il 10% delle famiglie italiane possiede il 45% della ricchezza, quindi il 90% delle altre famiglie deve dividersi il 55% della torta, è chiaro che a me, terrona, a voi, agli extracomunitari spetterà una fettina minuscola di quella torta, ammesso che si riesca a metterci i denti sopra.

L'Italia è il sesto Paese più diseguale tra i paesi OCSE, più diseguali di noi per distribuzione della ricchezza troviamo solo la Polonia, gli Usa, il Portogallo, la Turchia, il Messico. Ci sono, poi, altri numeri e altri dati che forse possono dare una mano a capire che sta succedendo in Italia:
Dal 2002 fino al 2005 i cittadini che hanno avuto più potere d'acquisto sono stati i liberi professionisti e gli imprenditori: + 9,053 euro mentre chi ha progressivamente perso potere d'acquisto e in pratica si è impoverito sono stati operai ed impiegati: Operai -1,434 euro, impiegati - 1,423 euro, per il 2008 le previsioni danno ulteriore perdita di potere d'acquisto. Non sarà male poi ricordare che sono proprio gli operai e gli impiegati a mantenere in piedi la baracca: le tasse le pagano al centesimo, mentre troppo spesso una classe imprenditoriale e professionale di furbetti “dimentica” di pagarle. La prossima volta, allora, quando ascoltate qualcuno in bandana fare dello spirito sulle tasse, ricordatevi CHI le paga e CHI no

Secondo dato: i profitti a chi? A loro!
Dal 1995 fino al 2007 le grandi Imprese dell'industria hanno aumentato i loro profitti del 74,5% , tutte le industrie hanno aumentato il loro profitto del 10,4% , nella grande impresa i profitti netti per dipendente sono del 6,2% mentre il salario per dipendente è lo 0,5% e i salari dal 1995 fino al 2007 sono cresciuti del 5,5%

Guardiamo i salari:
un lavoratore dipendente medio, ha uno stipendio di 1,240 euro, rispetto a questo stipendio base:
un lavoratore meridionale guadagna già il 13,4% in meno,
una donna il 17,9% in meno,
uno che lavora presso una piccola impresa, (imprese con un massimo di 19 lavoratori) percepisce il 26,2% in meno
un lavoratore straniero non dell'Europa prende ben il 26,9% in meno rispetto allo stipendio medio di base
un giovane percepisce il 27,1% in meno


Mi pare chiaro che se lavori in una piccola impresa e sei giovane sono cavoli amari, e non si tratta di essere razzisti o no, buoni o cattivi, si tratta di capire, di non farsi fregare: chi vi indica come il solo e unico problema i “negri” è spesso chi li paga meno di voi e poi li usa contro di voi per tenervi sotto,
secondo voi perché vi indica i “negri” come un problema, non è che vi indica i “negri” come IL problema e che chiacchera di sicurezza e di altre cazzate come le ronde, anche e sopratutto per farvi distrarre, per farvi dimenticare che ha fatto profitti abbassando le paghe, assumendo in nero e magari non pagando le tasse?
Non e che molti si nascondono dietro “il sacro suolo padano” “l'italianità” per continuare a fare i propri comodi? I profitti per piccoli e grandi manager, per piccole e grandi imprese aumentano, ma a pagarli siete voi italiani e loro stranieri, entrambi perdete potere d'acquisto e avete salari bassi, come si dice : tra i due litiganti il terzo gode! E il terzo mi pare evidente chi sia in questo caso.
Non c'è niente da fare, che vi piaccia o meno siamo sulla stessa barca, terroni, donne, extracomunitari, e voi sottopagati lavoratori dipendenti. Chi si perde in ciance vuote, chi rincorre, come anche il PD sta facendo, una classe imprenditoriale molto mediocre che non investe in innovazione tecnologica, in sicurezza, in Ricerca ma troppo spesso fa un pozzo di soldi solo abbassando pigramente il salario o licenziando e caricando su tutti il peso dei disoccupati, rincorrendo ovunque aiuti pubblici, per poi comunque dismettere e licenziare,
come sta accadendo a La Spezia con i più di 300 lavoratori della COMDATA che hanno perso il lavoro nonostante lo Stato abbia dato bei soldoni all'azienda, senza pretendere impegni concreti e seri da chi può e deve fare uno sforzo maggiore nei periodi di crisi, vi sta imbrogliando e sta usando la differenza di razza per fregarvi ancora e ancora.

Chi si nasconde dietro ciance come l'italianità, l'appartenenza regionale, che sia al Nord o al Sud, il federalismo, ha il suo bell'interesse a farlo e troppo spesso è un interesse al limite della delinquenza e di scuro è un interesse del tutto diverso da quello vostro e degli stranieri: l'interesse vostro di gente che campa di salario NON è l'interesse di chi si becca 35,000 euro per non far nulla in Europa né di chi lucra milioni speculando sui vostri e nostri salari, senza fare un minimo di investimento, un seppur blando tentativo di miglioramento sui luoghi di lavoro, un minimo di ricerca, un minimo di formazione professionale che ridia dignità e senso al lavoro di tutti, bianchi, neri, gialli o verdi che siano.

Profondo nero tra i campi rossi

Cumpà zì ‘ntonio ha fatte a fessaria Ha pigliate a guagliuncella l’ha purtata a massaria Cumpà zì ‘ntonio o mazzo a mauriello Ha pigliate o guagliunciello e l’ha fatte o serveziello E si soreta è cchiù bellella lasso a te e piglio a essa Nun vulimme faticà nun vulimme faticà!

Se devi andare a pisciare ti serve il permesso scritto del capo reparto. Succede alla Magneti Marelli di Sulmona, perdi più tempo a cercare i capi che a farla, però voci ufficiose dicono che il sistema dei permessi-gabinetto serve per ottimizzare il ritmo di lavoro, quelle ufficiali, al solito, non si sentono, il gatto avrà mangiato loro la lingua. L'impressione è che sia un modo per farti sentire sottomessa/o, come in galera, in collegio a scuola, in ospedale, che devi chiedere permesso per tutto; la fabbrica Magneti Marelli di Sulmona è del gruppo FIAT, dal 25 maggio scatteranno altri turni di cassa integrazione, oltre quelli che da sei mesi si stanno già facendo
[La repubblica ]

Questo succede in una fabbrica dove comunque c'è un sindacato ed un minimo di controllo, secondo voi che succede nei luoghi di lavoro dove non c'è sindacato e i lavoratori sono molto spesso immigrati extra europei ricattabili?
“i più colpiti da autoritarismo e da discriminazioni sono i lavoratori migranti, quelli del Sud, le donne, i lavoratori delle grandi fabbriche, i giovani. In particolare tra i migranti il 20% ha subito intimidazioni; il 5,3% violenze fisiche da parte dei colleghi, il 27,6% discriminazioni legate alla nazionalità, il 21,7% discriminazioni legate all'etnia”
- Rapporto sui diritti globali 2008 -Ediesse edizioni.
Anche questo fa parte della guerra tra poveri, una guerra in cui non vince chi la combatte, ma chi sta a guardare, come quando due fanno a botte: chi si diverte non è chi si mena, ma chi fa da spettatore-tifoso, anche qui, chi ci guadagna è chi, dicendo al povero bianco che è meglio del povero nero, e viceversa, eviterà di pagare entrambi decentemente.

“... Il 64% non ha accesso all'acqua corrente e deve percorrere distanze considerevoli per raggiungere il punto d'acqua più vicino. Per procurarsi l'acqua il 44% si rifornisce presso fonti di fortuna quali tubi d'irrigazione e rubinetti esterni, il 31% si reca presso una fontana pubblica e il 25% è costretto ad acquistarla. Il 40% ha dichiarato di conservare l'acqua in taniche. Il 72% degli intervistati che dichiara di utilizzare quotidianamente l'acqua per igiene personale, lo fa spesso all'aperto o in docce improvvisate.

Il 69% non dispone di luce elettrica e utilizza candele per l'illuminazione. Il 66% ha dichiarato che nel luogo in cui vive non vi è un servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Nel 92% dei casi gli alloggi sono sprovvisti di riscaldamento. Nei mesi autunnali e invernali, anche a causa delle condizioni di cattivo isolamento termico dei locali, gli immigrati patiscono il freddo e l'umido. Queste condizioni denunciano la precarietà assoluta di un'alta percentuale degli stranieri impiegati in agricoltura, costretti a vivere senza servizi minimi di accoglienza.
Le difficoltà economiche e le precarie condizioni di vita influiscono anche sulla quantità di cibo consumato e sulla varietà della dieta. Buona parte degli stranieri non consuma alcun pasto prima e durante la giornata di lavoro. Il 46% utilizza un fornello da campo per cucinare mentre circa il 14% è costretto a utilizzare solo legna da ardere...”

I dati scritti sopra non si riferiscono a qualche disperato paese del Sud del Mondo, è sempre Sud ma un Sud vicino al nostro occhio, li ha raccolti Medici Senza Frontiere e riguardano i braccianti extra comunitari che lavorano e spesso muoiono, nelle campagne pugliesi, calabresi, campane, siciliane.
Il vero guaio è che noi l'occhio lo chiudiamo, voltandoci dall'altra parte e fingendo che tutto vada bene. Il Meridione d'Italia è il luogo in cui l'abbattimento del costo del lavoro, l'annullamento del valore del lavoro, la riduzione dell'uomo a merce, quel mix micidiale di mancanza di regole, leggi sballate o male applicate, inesistente presenza forte e capace dello Stato, ingordigia imprenditoriale, crimine organizzato e credulità-cecità-indifferenza dei compratori finali, dei cittadini italiani,
insomma “l'economia canaglia”, come la definisce efficacemente l'economista Loretta Napoleoni,
hanno compiuto il “miracolo” del ritorno al futuro, solo che questo non è un film, è un vero incubo per migliaia di uomini alla deriva, resi di fatto schiavi, qui, nel cuore dell'Europa così detta civile, qui e adesso in Italia; quella stessa Italia che spende miliardi di euro per finanziare il baraccone della borsa telematica del lavoro e dei centri per l'impiego mai decollati, quella stessa Italia che vuole dare il brivido del “poliziottesco” a qualche giovanotto in preda ai fumi della grappa.

Quanti di quei miliardi buttati dalla finestra si sarebbero dovuti e potuti usare per fare politiche d'accoglienza, prevenzione e controllo contro il lavoro nero, aiuti concreti per premiare l'imprenditoria ed i singoli virtuosi e capaci che, sebbene pochi e isolati, ancora cercano di fare il proprio mestiere senza avere sulla coscienza le vite degli altri e senza piegarsi al ricatto della 'ndrangheta, della camorra, della mafia, della sacra corona unita,
associazioni a delinquere che dell'economia canaglia sono al tempo stesso manovalanza e motore, insieme però all'altra imprenditoria, quella mediocre, quella che spinge verso la lotta dei poveri contro i miseri per lucrare qualche centesimo in più, che corrompe e imbroglia, che ricarica, senza rimorsi, il costo della propria incapacità su tutta la Nazione e che dei delinquenti è complice e anima nera.

Ciao, Metello

“... Quando ero giovane io, gli imprenditori come lei, mandavano i caporali ad ingaggiarci e noi si stava in fila davanti al loggiato di piazza della Signoria, dov’erano le poste e si aspettava. Come delle puttane, proprio. E c’era sempre chi si offriva per meno, ci si rubava la fatica l’un l’altro.”
Metello, Vasco Pratolini Ed. Mondadori Euro 9,00 su IBS
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la storia di Metello è ambientata tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, gli anni delle prime lotte socialiste, delle prime battaglie degli operai edili per una vita migliore, a leggere adesso questa frase c'è da incupirsi: Metello ha percorso la Storia, si, ma all'indietro. Nel 2009 piano piano si è ritrovato a perdere dignità, il suo lavoro sulle impalcature è tornato ad essere quello brutale della fine dell'Ottocento, di nuovo il caporale, di nuovo chi si offre per meno, di nuovo uomini senza diritti e di nuovo imprenditori che sfruttano la miseria, la guerra tra poveri a strapparsi la fatica, a strapparsi il diritto di rischiare la vita per pochi spiccioli, l'unica differenza è che Metello, adesso, si chiama Gheorghj o Mohammed, oltre che Ciro, Peppino o Nicola

Di Metello in salsa africana o slava sono, infatti, pieni i cantieri: nei primi sei mesi del 2008 il 15% di chi lavora in edilizia è straniero, sono 300,000 i Metello con l'accento extra europeo, la maggior parte di loro lavora al Nord (62%) e se rispetto al 2007 la forza lavoro impiegata in cantiere registrava un calo dello 0,35% la presenza degli immigrati invece nei soli primi sei mesi del 2008 aumentava di ben il 5%.

I numeri parlano chiaro: nonostante la crisi che tocca duramente anche questo settore, nonostante il fatto che negli ultimi mesi del 2009 anche molti italiani giovani e precari si stiano armando di cazzuola e scarponi, il settore dell'edilizia ha ancora un gran bisogno di immigrati, che però, paradossalmente, saranno quelli più colpiti dalla crollo del mercato,
tant'è che le previsioni di assunzione sono state per il 2008, secondo il -Rapporto FILLEA- di un minimo di 19.830 lavoratori (pari al 16,1% del totale delle assunzioni del settore ma con un decremento del 36% rispetto ai dati previsionali dell’anno precedente) e di un massimo di 24.630 (pari al 20% in questo caso il decremento è del 35%) ed in particolare li vuole per i lavori meno qualificati e più duri, per rendersene conto basta guardare i dati della Cassa Edile:
su 100 iscritti come operai comuni 30 sono stranieri, mentre su 100 iscritti come operai di IV livello (operai addetti ad esempio all'uso di macchine complesse, betoniere, pompisti, palisti ecc) solo 4 sono stranieri.

Discriminazioni ed infortuni: le vite a perdere degli stranieri

“...sono i lavoratori senza contratto e senza permesso di soggiorno ad essere maggiormente vittime degli atteggiamenti discriminatori confermando l’assioma per cui a minori stabilità e tutele corrispondono maggiori rischi e discriminazioni. In particolare le discriminazioni riguardano il differenziale retributivo, la possibilità di fare carriera o di veder riconosciute le proprie qualifiche (segregazione occupazionale verticale e orizzontale) nonché sulla possibilità di far valere i propri diritti e riconosciute le tutele sul luogo di lavoro.”

"...Nel 2007, gli infortuni ai danni di lavoratori stranieri rappresentano il 15,4% degli infortuni nel complesso (140.579 casi) e il 14,9% degli infortuni mortali (174 lavoratori morti). La maggior parte degli infortuni ai danni di lavoratori stranieri si concentra nel settore delle costruzioni (il 14,5%), nell’industria dei metalli (9,7%), nei trasporti e nelle comunicazioni (7,8%), nelle attività immobiliari e nei servizi alle imprese (6,4%). Per quanto riguarda gli infortuni mortali, questi avvengono principalmente nelle costruzioni (22,4%) nei trasporti (15,5%), nell’industria dei metalli (8,6%), nel commercio (8,6%) e nell’agricoltura (6,3%)"
Terzo rapporto IRES-FILLEA

Aumentano i morti e i feriti stranieri, ma sopratutto aumentano i morti. Prendendo ad esempio il settore dei servizi, dove è più facile, tra l'altro, occultare gli infortuni, molti infatti sfuggono alle statistiche INAIL, si nota un deciso aumento degli incidenti gravi e delle morti.

L'INAIL, come tutto l'apparato imprenditorial-politicante che ha in mano le chiavi del vapore, quando si tratta della pelle di chi lavora, sopratutto se è “abbronzata” è di un disarmante ottimismo, l'INAIL dice, infatti,
“vabbhè ci sono tanti morti e tanti feriti gravi perché ci sono più stranieri occupati”
molti però fanno notare che per i lavoratori stranieri c'è un grosso scarto tra infortuni: 29,6% e infortuni mortali: 37,4% questo scarto non c'è per i lavoratori italiani, in cui infortuni e infortuni mortali quasi si equivalgono, questo significa una cosa sola: molto più facilmente ai lavoratori stranieri, che certi "celomollisti" leghisti indicano come fannulloni e mangiapane a ufo, lavorano in condizioni molto più difficili, con minor sicurezza e fanno lavori più pericolosi, quelli che i celomollisti, per intenderci, non farebbero mai.
Quando i celomollisti, che su di una impalcatura di certo non hanno mai messo piede, vengono allora a dirvi che gli “abbronzati” vi fottono, pensateci bene a chi davvero vi fotte: adesso i lavori sottopagati e pericolosi li fanno fare agli “abbronzati”, ma quando la crisi morderà ancora di più, saranno proprio i tanti celomollisti con il cantiere edile o con la fabbrichetta a prenderci per il collo,
a noi “visi pallidi”, licenzieranno o non assumeranno più gli extracomunitari, che tanto hanno ancora meno garanzie e possibilità di far valere regole oneste e ci costringeranno a farci il mazzo pagandoci poco,
adottando quello che si chiama “dumping contrattuale” che in pratica significa che aziende, ma anche Pubblica Amministrazione, ti prendono alla gola offrendoti i contratti più poveri con zero garanzie e tutele, allora saremo anche noi definitivamente “abbronzati” e incazzati...neri



FONTI E LINK
FONTI:
Molti dei dati sono stati presi sul sito dell'IRES – Isitituto di Ricerche Economiche e Sociali altri dal volume “Rapporto sui diritti globali” Ediesse edizioni -Euro 30,00 altri dai rapporti di Medici Senza Frontiere, FILLEA-CGILL OECD
LINK UTILI
IRES
Rapporto Medici Senza Frontiere - PDF
FILLEA-CGIL
FILLEA: infortuni mortali i nomi
I Rapporto OECD
II Rapporto OECD
danielesensi.blogspot.com
www.repubblica.it
Sinistra e Libertà
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SEGNALI DI VITA INTELLIGENTE NEL WEB
mister b e dottor savonarola ...Che Genova, per manifestare e manifestarsi, abbia ormai bisogno della guida di un nuovo Savonarola è il preoccupante sintomo dell'assenza politica e della pochezza culturale della sua classe dirigente (ma anche dei suoi movimenti), della sua crisi che nulla sembra poter arrestare, di un'abdicazione civile il cui prezzo da pagare potrebbe rivelarsi molto più alto del previsto...
Sacconi: pigliate na pastiglia sient'a me! ...Ma, il ministro del Welfare (che vuol dire benessere), non vuole consentire alle donne che governa di essere maggiorenni. E allora per giustificare l’ingiustificabile si concentrano in bella sequenza tutti i più frusti, umilianti luoghi comuni sulle donne scervellate che se facilitate abortirebbero un giorno si e un giorno pure.







No al bavaglio sulla Rete
Questo sito alza la sua voce contro il cosiddetto "obbligo di rettifica" previsto dal DDL Alfano, tale obbligo è imposto al gestore di qualsiasi sito informatico; con questa piccola mossa subdola si cerca di intimidire e bloccare chiunque in Rete dia contenuti.
I blogger e i siti spesso si reggono solo sulla passione e lo sforzo dei singoli, cani sciolti senza padroni, abbaiano contro chi cerca di mettere il bavaglio alla libertà di informazione
direfarepensare si unisce a loro e grida:
NO AL BAVAGLIO CONTRO LA RETE
vai su http://dirittoallarete.ning.com per aderire e per saperne di più





Iniziativa nazionale
"Sostegno alla ricerca senza vivisezione"

Per il mese di novembre una iniziativa sia di informazione antivivisezionista che di raccolta fondi per la ricerca senza animali promossa dall'associazione I-CARE Europe onlus.
L'associazione I-CARE Europe onlus - Centro Internazionale per le Alternative nella Ricerca e nella Didattica - nella sua sede italiana è un'associazione non-profit contro la sperimentazione animale e per una scienza utile, moderna, efficace, etica. Le attività dell'associazione si svolgono in tre settori principali: quello dello sviluppo di metodi di ricerca senza animali, quello della diffusione dell'informazione, e quello della riabilitazione e adozione degli animali di laboratorio nei casi in cui si riesce a farli uscire dagli stabulari per ridar loro una speranza di vita.
Se si vuole sostenere la ricerca medica ma non la vivisezione, occorre evitare di fare donazioni alle più note associazioni che ogni anno raccolgono un'enorme quantità di fondi, e sostenere solo quelle che assicurano di non destinare alcun finanziamento a studi su animali: l'associazione I-CARE Europe onlus - www.icare-italia.org - offre in questo la migliore alternativa, perché non solo non finanzia la vivisezione, ma con la sua attività contrasta la pratica della vivisezione, diffondendo tra gli addetti ai lavori e nel pubblico generale l'informazione scientifica antivivisezionista

Per info:
AgireOra





Campagna 100%
per trasparenza nella ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo
Per info e per firmare la petizione: Campagna 100%





Sito denuclerizzato
Possiamo riempire la rete di siti denuclearizzati per manifestare contro l'ipotesi di tornare all'energia atomica in Italia. Si tratta di una campagna informale, un'onda trasversale, che punta a far fiorire migliaia di home page no-nuke.
Dire no al nucleare è anche un modo per dire sì alle fonti energetiche rinnovabili, all'energia pulita.
Altre info su: Sito denuclearizzato



Manifestazione virtuale contro la vivisezione
Una ciber-manifestazione europea intitolata "Rendiamo la sperimentazione animale storia passata".
Importantissimo partecipare in tanti, è la nostra ultima possibilità per farci sentire dai parlamentari europei e dal Consiglio dei Ministri europeo, che voteranno nei prossimi mesi la revisione della Direttiva 86/609 sulla sperimentazione animale.
Nonsostante i recenti sondaggi che mostrano un'opposizione alla vivisezione da parte della maggioranza dei cittadini europei, le Commissioni europee che hanno finora esaminato le proposte di revisione della direttiva hanno ascoltato più la lobby dell'industria chimico-farmaceutica e della ricerca di base su animali piuttosto che il volere dei cittadini e le opinioni delle associazioni antivivisezioniste.
Facciamo sentire adesso la nostra voce partecipando alla manifestazione virtuale "Rendiamo la sperimentazione animale storia passata"!

Per partecipare, basta andare alla pagina della "manifestazione virtuale" e seguire le istruzioni.
Tutte le info su AgireOra





Veggie Pride
Milano - Lione - Praga
sabato 16 maggio 2009



per vedere foto e resoconti del Veggie Pride del 2009 vai su Flickr







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