A leggere certi piagnistei della stampa (vedi articolo di Repubblica online) contro le "povere" ministre fischiate durante la manifestazione tenuta a Roma contro la violenza sulle donne del 24 novembre, vien l'orticaria, anzi vien voglia,
per una volta, di non essere pacifiche vegetariane. Mentre le "povere" ministre, queste ciliegine rosa sulla torta
di una politica e di una società ancora ferocemente maschilista, patriarcale, queste ancelle, semi mute, dei vari capi e capetti di destra e di sinistra,
si gingillano in Parlamento e al Governo,
le donne contiunuano ad essere vittime di una cultura violenta, una cultura che non vuole
che pensino, lavorino, crescano figli e amino libere e sicure, indipendenti.
La violenza contro le donne pare accomunare il mondo ricco e quello povero, quelle tradizioni, religioni, fanatismi,
che odiano tutti, ma le donne un poco di più. Ci sono libroni di migliaia di pagine che ci dicono come nel mondo ed in Italia
sono ammazzate, stuprate, vendute, umiliate le donne.
Solo ieri una donna, l'ennesima, è stata strangolata dal compagno, e mentre le varie Prestigiacomo e Pollastrini prendono
l'aperitivo in qualche elegante locale, altre donne, povere o ricche belle o brutte giovani o vecchie combattono, da sole,
la violenza, sopravvivendo fino al prossimo colpo, alla prossima coltellata.
Le leggi hanno un compito fondamentale, non solo perchè regolano la vita civile, ma perchè possono cambiare il modo di pensare, la mentalità delle
persone, dei cittadini. Mostrarsi severi e intransigenti contro chi abusa di donne e di minori è un preciso segnale, un segnale che dice:
"le donne, in questo paese, sono importatanti, non sono pezze da piedi";
garantire servizi, garantire sicurezza alle donne, garantire la loro salute,
garantire consultori e la possibilità di affrontare fecondazione artificiale senza l'incubo di restarci secche insieme ai nascituri,
questo avrebbero dovuto fare le nostre ministre.
Invece la legge contro la violenza non si sa che fine abbia fatto, la legge 40, ignobile, è ancora al suo posto e nessuna delle ministre
si è mai sognata di puntare i piedi, di minacciare sfracelli perchè il Governo si prendesse le sue responsabilità e mostrasse coraggio, quel coraggio
che tante donne straniere ed italiane possegono: il coraggio di vivere a testa alta e resistere.