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Le spose bambine: il futuro negato

-Prima parte-

IL FENOMENO:
In un numero notevole di paesi del Mondo, paesi che vanno dall'India all'Etiopia, un lento genocidio si compie nell'indifferenza dei piu': quello delle spose bambine. Il matrimonio precoce, come sottolinea il rapporto UNICEF I matrimoni precoci ha evidenti ripercussioni sulla salute, la mente, l'istruzione, insomma, sulla vita di bambine...

Piccole di appena sette, otto, nove anni, vengono date in sposa a coetanei, ma, troppo spesso, a uomini già adulti; partoriscono quando hanno appena dodici, tredici anni, restano vedove e prive di mezzi di sostentamento. A volte fuggono, e, in tal caso, le famiglie d'origine le ripudiano.

La mortalità dovuta alle gravidanze è paurosamente alta, l'asservimento domestico e sessuale è, spesso, la norma. La falsa credenza, diffusa in molti paesi, che giacere con una vergine, se si è ammalati di AIDS, farà guarire, condanna, inoltre, le adolescenti a contrarre questa ed altre gravissime infezioni trasmesse sessualmente.

Miseria endemica, ignoranza, tradizioni, hanno fatto delle donne esseri inferiori, prive dei più elementari diritti; le spose bambine sono uno dei capitoli più crudeli di questa secolare, e, purtoppo ancora attuale, guerra silenziosa contro la donna e il fanciullo.

LE STORIE:

Etiopia

Una delle tante storie raccolte da Margherita Amodeo, Responsabile Informazione e Comunicazione, UNICEF Etiopia

Weinishet Makonnen sedici anni, a sette anni viene data in sposa ad un uomo molto più vecchio, a nove anni il marito decide che è matura abbastanza per un rapporto sessuale, a dodici anni, incinta, il marito muore; dopo un travaglio lunghissimo partorirà un bambino che di li a poco morirà.
Non c'è lieto fine, Weinishet Makonnen vive, anzi, sopravvive da parenti con 1 birr al giorno: quanto basta per comperare solo un poco di pane.
TRATTO DA: MATRIMONI PRECOCI, STORIE DI VITA
VAI SUL SITO DELL'UNICEF

India

Nel Madhya Padresh, centro India, Shakuntala Verma, attivista che si batte contro le unioni precoci viene aggredita; nel 2000 il set del film "Water", della regista indo-canadese, Deepa Mehta, viene dato alle fiamme: in "Water" la Mehta tratta proprio il tema dei matrimoni precoci e delle vedove bambine.

Francesca Marino, studiosa della società indiana e direttore del sito Internet ‘Stringer Asia’ spiega alla giornalista Francesca Lancino di Peacereporter :

“Le ragioni che spingono i genitori a far sposare i figli ancora minori sono diverse a seconda della provenienza sociale delle famiglie. Per i poveri una figlia è innanzitutto una bocca da sfamare. Se si sposerà da bambina costerà meno mantenerla e si risparmierà il denaro per la dote, necessario per far coniugare un’adulta. Per i ricchi, invece, è una la questione di potere. Le unioni tra bambini consolidano le alleanze familiari e garantiscono una facile conservazione di beni e proprietà evitando i problemi che potrebbero creare dei giovani adulti”.

In alcune regioni indiane l'influenza delle tradizioni è fortissima, durante la cerimonia del Akha Teej, una ricorrenza indù dedicata al buon auspicio, vengono celebrati migliaia di matrimoni combinati tra bambini e bambine

continua a spiegare la Marino:

"Il destino di questi piccoli può prendere due strade: Nel primo caso i bimbi restano nelle rispettive famiglie fino alla pubertà e poi la sposa si trasferisce a casa del marito. In altri casi la bambina viene subito mandata a vivere col coniuge. Secondo i seguaci di questa tradizione i genitori non fanno altro che anticipare l’affidamento della figlia alla sua ‘vera’ famiglia”.

VAI SUL SITO DI PEACEREPORTER.NET
VAI SUL SITO DI STRINGER.IT

-FINE PRIMA PARTE-


Le spose bambine e i matrimoni forzati: il futuro negato

- Seconda parte: i danni del matrimonio precoce

Sempre nel Bangladesh, dove il mix di ignoranza, povertà e miseria pare esplosivo, le donne sono considerate un peso, non hanno diritti e, pur essendoci una legge che impone la maggiore età, 18 anni, perchè ci si sposi, il problema pratico della mancanza di anagrafe e una tradizione secolare condannano bambine di 12, 13 anni o anche meno a matrimoni con uomini di almeno 30/40 anni:
nel paese asiatico, infatti, la percentuale di donne di età compresa tra i 25 e i 29 sposate è l'81%; una cifra decisametre notevole.

Se l'attaccamento acritico, vissuto come una sorta di "coperta di Linus" alla tradizione, delle comunità asiatiche che vivono in Occidente, pare la molla principale per i matrimoni forzati;

la povertà estrema, l'ignoranza diffusa, il desiderio di controllare le donne della famiglia e al tempo stesso di delegarne il controllo ed il peso economico ad altri,
risultano le cause principali che spingono a mantenere in vita una pratica che, alla prova dei fatti, è, non solo incivile, ma anche dannosa per la crescita di intere regioni e interi Paesi.


Rapporto tra livello di istruzione e matrimoni Asia

Percentuale di donne sposate
tra i 15 e i 19 anni in Cina: 5%
percentuale di scolarizzazione
per donne sposate prima dei venti anni: 28%
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Percentuale donne sposate
tra i 15 e i 19 anni in Pakistan: 25%
percentuale di scolarizzazione
per donne sposate prima dei venti anni: 8%
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Rapporto tra analfabetismo, miseria e malattie:

Scrive l'Unicef:

"Vi è una precisa correlazione fra miseria e malattie. E se è universalmente noto il divario tra Nord e Sud del mondo, vanno ricordate anche le enormi disparità all'interno dello stesso paese, fra città e campagna, e fra quartieri della medesima città. Un bambino appartenente alla fascia sociale più povera della popolazione ha almeno il doppio delle probabilità di morire in età infantile rispetto a un coetaneo nato in una famiglia appena benestante.

Nelle regioni più povere del pianeta, solitamente localizzate in aree rurali, semi-desertiche o montane, si possono percorrere molte decine di chilometri prima di incontrare un ambulatorio, e di regola l'unico modo per essere curati è recarvisi con mezzi propri, anche a rischio della vita. Il 90% dei bambini muore a casa, senza alcuna assistenza medica se non quella di un guaritore tradizionale, sempre che i genitori abbiano avuto i mezzi per richiederne l'intervento...."

"...La carenza di servizi sanitari di base è rafforzata dalla mancanza di informazioni. Spesso le comunità e le famiglie ignorano l'importanza vitale delle vaccinazioni, non sanno riconoscere i sintomi delle malattie e neppure quando sia giunto il momento di cercare un medico per un bambino che sta male.
Per combattere queste forme di ignoranza sanitaria, si rivela fondamentale l'istruzione delle donne e delle future madri.
Una ragazza che ha frequentato qualche anno di scuola è in grado di assistere e nutrire meglio il suo bambino, sa leggere le istruzioni di un operatore sanitario e dosare un farmaco come una donna analfabeta non può fare
(basti pensare alle decine di migliaia di bambini che ogni anno muoiono perché le madri diluiscono troppo le medicine o il latte in polvere)."


Appare del tutto evidente dunque che ignoranza, miseria, analfabetismo femminile, soprusi, tradizioni e religioni che di fatto spingono alla schiavitù di donne e fanciulle sono strettamente collegati al sottosviluppo di Nazioni che, potenzialmente ricchissime di risorse umane o naturali si trascinano nell'inedia e nella rovina.

FONTI E NOTIZIE ESTERE ED ITALIANE
SUI MATRIMONI PRECOCI E FORZATI


Forced Marriage Unit - 020 7008 0230 - fmu@fco.gov.uk
Linda Gummery per www.missdorothy.com
nuove schiavitù
IRMA
www.ecn.org
www.uaar.it
www.southallblacksisters.org.uk
www.rishilpi.org
Unicef - istruzione e bambine -

FONTI:
Rishilpi.org
Unicef
Nazioni Unite
Population Council
Alan Guttmacher institute

- FINE SECONDA PARTE -


Le spose bambine e i matrimoni forzati: il futuro negato

- Terza parte: la violenza altra conseguenza dei matrimoni precoci

Se in Occidente l'unica vera rivoluzione è stata proprio quella delle donne, che sono riuscite ad affermare i propri diritti di esseri umani, affrancandosi da tradizioni, paternalismi, fanatismi e religioni paternalistiche, che, di fatto le rendevano esseri subordinati al volere e al ghiribizzo altrui;

nei paesi in via di sviluppo tale rivoluzione o non c'è o avviene con una lentezza tragica e sovente al prezzo della vita di poche coraggiose riformatrici che si battono, quasi da sole, contro lo stato delle cose; che rischiano di persona perchè alle loro sorelle siano garantiti i diritti elementari: istruzione, salute, autodeterminazione, possibilità di ottenere giustizia e di essere difese dal sopruso;
il tutto nella sostanziale indifferenza di larga parte dell'Occidente

Il 25 novembre è stata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, una violenza che spesso, anche nei paesi così detti civili viene perpetrata nel chiuso delle case.

Se in occidente, pur con donne più consapevoli, più forti e in linea di principio più protette dalla legislazione statale, dalle associazioni e dai centri nati per contrastare il fenomeno ed aiutarne le vittime; la violenza continua ad essere, comunque, un gravissimo problema e la causa principale di morte nella popolazione femminile;

nei paesi con alto tasso di matrimoni precoci, con religioni, tradizioni, Stati e legislazioni che o giustificano di fatto i mariti violenti, non punendoli; o sono i primi fautori della diseguaglianza e della discriminazione verso le donne, la situazione è veramente drammatica.
La violenza è nei matrimoni precoci spessisimo la norma, una violenza che vede giovanissime in balia di uomini famiglie, intere comunità, senza che vi sia, per esse, una concreta possibilità di scampo.

I dati seppur discontinui parlano chiaramente:

Da una indagine demografica in Egitto risulta che il 29% delle adolescenti sposate subisce percosse dal marito o da altri, il 41% di queste violenze vengono poi perpetrate sulle ragazze durante la loro gravidanza
Uno studio in Giordania evidenzia come il 26% dei casi di violenza sulle donne fossero compiuti a danno di mogli minori dei diciotto anni
In Afghanistan gli abusi sulle donne in balia di mariti violenti sono quasi la norma, tanto da spingere moltissime giovani al suicidio, COME DIMOSTRANO CRUDAMENTE LE ATTIVISTE DEL RAWA (Revolutionary Association of the Women of Afghanistan); la condizione femminile, in tale martoriato Paese, non pare aver avuto alcun miglioramento in questi anni, COME RILEVA AMNESTY INTERNATIONAL NEI SUOI RAPPORTI


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