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Lottare per uno Stato laico: un dovere verso il futuro

Solo uno Stato laico garantisce tutti, credenti e no

Guardo mia nipote, di quattro anni, ridere, giocare; la guardo e desidero che sia sana, felice, libera, che abbia una buona istruzione, che migliori se stessa ed il mondo in cui vive.

Una buona istruzione, un sistema sociale che dia a tutti pari opportunità e premi il merito personale, la capacità di essere e di sentirsi cittadini responsabili, sono doni che noi adulti abbiamo il dovere di dare alle nuove generazioni, ma non sono doni scontati, non lo sono mai stati e non lo sono, in particolare, adesso e qui.

Ovunque nell'Occidente liberal-democratico qualcosa minaccia i progressi scientifici, civili ed umani, progressi tanto penosamente, tanto laboriaosamente ottenuti: i monoteismi, quello cattolico e quello islamico, le chiese, quella cattolica e quella islamica, i credo ciechi e fanatici, i "Dio lo vuole" gli "Allah è con noi" , ancora una volta, cercano di imporre la propria peculiare visione del Mondo a tutti, cercano di spostare le lancette dell'orologio indietro, in un passato di miseria, morte, malattia, ignoranza...

La aberrante sentenza di Francoforte, che dà ragione ad un marito di fede islamica, picchiatore e vessatore, contro la richiesta della moglie di accelerare le pratiche per il divorzio; l'acquiescenza di Ministri italiani nei confronti di comunità islamiche che vogliono imporre alle loro madri, mogli, figlie, sorelle la propria visione della vita, sostanzialmente violenta e retriva; l'ingerenza scandalosa delle gerarchie vaticane nella politica italiana, fin dentro il Parlamento; la diffamazione, continua, sistematica, martellante, contro i cittadini omosessuali, le coppie di fatto, operata, con freddo cinismo, dalle gerarchie ecclesiastiche; le affermazioni scandalose di Ministri e Parlamentari, di fede cattolica, che offendono e umiliano le cittadine e i cittadini che li stipendiano; il tentativo di far passare per una sorta di piccolo Mengele chiunque si batta per la ricerca scientifica, per l'introduzione del testamento biologico, della fecondazione assistita eterologa;
sono solo alcuni degli esempi più recenti di come pare esservi, oramai, una lotta aperta delle chiese cattoliche e islamiche contro gli Stati laici stessi.

Chiese che paiono tanto più aggressive quanto più si sentono protette, finanziate, sostenute, per tragica ironia, da quegli stessi Stati laici, da quelle stesse leggi laiche che vengono usate, copiosamente e senza scrupoli, dalle chiese medesime, per garantirsi non solo diritti, ma, spesso, privilegi ed impunità.
Contro tale montante arroganza i nostri partiti paiono inerti: i partiti politici di sinistra, in paritcolare in Italia, che dovrebbero essere i campioni del laicismo, i primi a mostrare fermezza contro sciagurati imam e disgraziati cardinali, paiono, invece, anestetizzati da un male inteso multi-culturalismo, un multi-culturalismo da strapazzo, sul cui altare si immolano spesso, troppo spesso, i diritti delle donne: il loro diritto a migliorarsi, educarsi, vivere libere e sicure; i partiti liberali, allo stesso tempo e per motivi speculari sembrano aver completamete smarrito l'insegnamento laico: preferiscono prostituirsi per pochi voti e qualche intrallazzo, ai poteri e ai capricci di oltre Tevere

Così la Laicità dello Stato, laicità che garantisce tutti, neri o bianchi, uomini o donne, omosessuali o eterosessuali, credenti o meno, che è il sale di un progresso umano morale, materiale, per cui tanti cittadini, europei e non europei, sinceramente si sono battuti, cui, con enorme sforzo hanno teso intere generazioni di uomini e donne, è messa in discussione, aggredita, additata come un Male da quelle stesse chiese che, al contempo, traggono il massimo vantagio dalle leggi statali, dal sistema delle garanzie civili, dalle libertà laiche.

Se non reagiremo,subito, adesso, a tale aggressione quale futuro, allora, prepareremo ai nostri figli e nipoti? Quale sarà il prezzo della nostra codardia, del nostro preferire il quieto vivere, al pacifico orgoglio di laici che si battono per i propri principi?


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