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Grazie a Turigliatto&Company
Ebbene si, moriremo democristiani,
basta leggere le ultime dichiarazioni del Turigliatto:
"Considerando i numeri risicati, mi stanno chiamando in molti dal centrosinistra
per capire le mie intenzioni...
Sto riflettendo..."
Poi aggiunge:
"Ho una disponibilità, da verificare però in base al quadro politico che si delinea e a quello
che dirà il presidente del Consiglio in Parlamento. D'altronde non so ancora quale governo sia.
Ma ce l'hanno la maggioranza? O non trovano i numeri o non sanno fare i conti. Quale governo si presenta in Aula?
Lo stesso di prima? Devo capire quali cambiamenti ci sono stati. Uno non vota a scatola chiusa".
Mentre Turigliatto riflette, le madri di fatto, i padri di fatto e i compagni d'una vita di fatto continueranno
a restare senza uno straccio di tutela; tutta questa gente di fatto,
il cui numero è assai più dei 500,000 rilevati dall'ISTAT (l'ISTAT nell'ultimo censimento scartò
come "incongruenti" i dati reali che aveva acquisito sulle coppie omosessuali, che, quindi, non comparvero
nel censimento medesimo) continuerà a combattere la propria, piccola, faticosa, stressante battaglia quotidiana
con la burocrazia, senza diritti, senza aiuti concreti, accompagnata, per di più, dal vuoto "bla-bla-bla" di
una sinsitra radicale che li condannerà ad attendere ancora e chissà per quanto, un minimo di diritti,
diritti che altrove in Europa, sono acquisiti ed incontestabili.
Mentre Turigliatto si domanda "Quale governo si presenta in Aula?" come fosse al Bar-Sport
e non DENTRO al Parlamento,
uomini e donne, dopo aver fatto i conti, faranno valige, prenderanno aerei e voleranno in Turchia,
lì, finalmente, potranno concepire un figlio grazie all'inseminazione eterologa, inseminazione che,
anche a causa del prode, duro e puro spirito turigliattesco,
non si potrà fare in Italia, chissà per quanto tempo ancora.
Mentre Turigliatto dice: "Uno non vota a scatola chiusa" altri uomini sono bloccati in una scatola: nei respiratori,
intubati, prigionieri di un corpo ormai in sfacelo;
pur amando la vita, come tutti gli esseri viventi,
non se la sentono più di andare avanti, ebbene, anche questi nostri cittadini, come quelli che vorrebero
che fosse riconosciuta l'esigenza dei testamenti biologici, devono ringraziare Turigliatto & Company se NON
si parlerà più del testamento biologico nè di accanimento terapeutico.
Mi auguro, che quando si andrà a votare tutti, tutti loro e ognuno di noi, lo ricordi
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