Con quella faccia un po’così
quell’espressione un po’così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
che ben sicuri mai non siamo
non c’inghiotte e non torniamo più.
Genova per noi di Conte-Lauzi
Di Anna Spina
Dossier: la responsabilità del Presidente del Consilgio secondo la Costituzione e le Leggi
La figura e la responsabilità del Presidente della Repubblica
Dal 2003 il centro-destra propone leggi volte a garantire
una immunità per reati penali comuni,qualunque sia la natura di tali reati, nei confronti delle più alte cariche dello Stato, una immunità che, per come è stata
delineata, prima dal così detto Lodo Schifani e poi ripresa, pari pari, dal Lodo Alfano, appare
come strabordante, eccessiva, una immunità che vorrebbe
il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio, i Presidenti delle Camere,
il Presidente della Corte Costituzionale immuni da qualunque procedimento penale, perfino da quelli antecedenti
all'assunzione delle alte cariche Istituzionali.
Per ben due volte la Corte Costituzionale è stata chiamata a dirimere la questione ed è indispensabile rammentare che per ben due volte la Corte ha rammentato ai distratti estensori dei "lodi", un principio che è il cuore stesso della Carta Costituzionale e nel suo fondo di tutti gli ordinamenti moderni: il principio dell'eguaglianza di tutti i cittadini innanzi alla legge.
Il nostro Paese è tutto tranne che normale, tant'è che si farnetica del sistema francese
dimenticando di dire che in Francia come in quasi tutte le democrazie liberali
bene organizzate, nessuna immunità speciale viene garantita, nè ai Ministri nè,
tanto meno, ai Capi di Governo, che essendo, in fondo, dei funzionari
sono semplicemente soggetti a quelle regole che tutelano, in tali beate normali democrazie, i funzionari ed i parlamentari.
Nella nostra sciagurata Italia, invece, si dimentica anche di dire,
che il cammino verso una estensione delle immunità del Presidente della Repubblica,
come anche il cammino verso il potenziamento della figura del Capo di Stato
non è stato, proprio in Francia, nè breve, nè indolore nè operato da maggioranze di governo pasticcione e velleitarie, maggioranze
in cui, addirittura, siedono partiti come quello leghista che troppo di frequente minacciano secessioni
di intere regioni dallo Stato.
Come si diceva, però, per nostra disgrazia e tormento il nostro è un Paese anormale e in questa bolgia
di fanfaroni e mediocri arlecchini che a destra e a sinsitra si tirano mazzate di cartapesta
si farnetica tristemente
e, farneticando, si condannano i tanti cittadini perbene a vergognarsi e ad inghiottire
rabbia e lacrime vedendo come male si è ridotta la Nazione e la nostra democrazia.
Sciagurati quelli che morirono per fondarla, traditi fino in fondo.
Nel 2007 abbiamo scambiato qualcosa come 5,7 miliardi di euro con l'Iran, siamo
in pratica il maggior partner commerciale europeo della dittatura teocratica.
All'Iran vendiamo di tutto e a tutti i livelli: da utensili speciali a lenti ottiche, da
aerei a turbine a preparati chimico-farmaceutici, fino ad intere centrali elettriche,
vendute dalla Fata, gruppo Finmeccanica. Piccole ditte, situate per lo più nel nord Italia e colossi
della galassia Ansaldo e Finmeccanica fanno affari d'oro con le Guardie Rivoluzionarie e le loro
società di comodo.
Un mare carsico di soldi, dunque, che scorre da e verso l'Iran; infatti i depositi bancari iraniani,
dolcemente accoccolati sui conti di banche italiane sono stimati in una valore di almeno 8 miliardi.
Il 2 aprile del 2008 la Guardia di finanza di Milano fa una capatina presso gli uffici della Intesa-San Paolo,
stanno cercando documenti che confermino o smentiscano la "dolosa alterazione" che le filiali USA della Banca adottano per aggirare la legislazione USA e nascondere, così, le operazioni bancarie e gli affari che l'Istituto di credito compie con il "satana iraniano". Dal 2007 la Intesa-SanPaolo è sotto la lente d'ingrandimento della Federal Reserve: durante una ispezione erano saltate fuori operazioni sospette con paesi non propriamente fan della democrazia, paesi quali la Siria e, ovvio, l'onnipresente Iran.
Il 23 gennaio del 2008 il Dipartimento di Giustizia USA ritiene di dover chiedere rogatoria internazionale affinchè la magistratura italiana si attvi e compia i necessari controlli. Il sei (6) maggio del 2008 gli ispettori della Guardia di Finanza finiscono il loro lavoro,
hanno spulciato decine e decine di scartoffie e fatto raffiche di interrogatori, l'ispezione termina con un responso amaro: i sospetti della Federal Reserve e poi del Dipartimento di Giustizia USA sono fondati, la Banca Intesa-SanPaolo, il primo Istituto bancario d'Italia ha violato leggi USA e ha nascosto, nelle sue transazioni americane, il volto delle banche che cambiavano dollari, effettuavano compravendite e depositi, perchè era il volto dei boia di giornalisti, di giornaliste e oppositori in Iran.
Chiudiamo con le parole dell'Autore del libro Prendo i soldi e scappo
"....Aiutare banche o aziende iraniane a violare una legge statunitense non è reato in Italia. E'magari formalmente brutto considerando che in Italia chi comanda fa a gara nel manifestare il massimo affetto per Washington e verso quello Stato di Israele che Amadinejad vorrebbe radere al suolo, ma non viola alcuna legge italiana...a noi interessa ricostruire anche la cultura aziendale...spiegare e denunciare un sistema che potrà anche salvarsi dalla giustizia penale(per semplice prescrizione o perchè non sono mai stati commessi reati) ma appare comunque esecrabile. E, su certi comportamenti delle banche, i cittadini e i clienti hanno diritto ad essere informati ed a farsi una opinione, indipendentemente dalle fortune giudiziarie dei protagonisti"
FONTI:
Prendo i soldi e scappo di Francesco Bonazzi e Bankomat"
Wall Street Journal
Italia-Iran radiografia di un continuo giro d'affari
Se i presunti liberali e presunti amici di Israele, al Governo
e fuori dal Governo, non fossero stati così tanto impegnati
ad esprimere la loro deflagrante solidarietà per l'unica liberal democrazia
dell'area, quella israeliana, e la loro vibrata, assoluta e sdegnata, direi
anzi, sudaticcia antipatia, per quel mostruoso governo di teocrati
che sta divorando giovani vite in Iran, teocrazia che, per inciso, vorrebe
radere al suolo Israele e tutto l'Occidente, forse avrebbero avuto, tra una lacrimuccia e l'altra,
tra uno strillo e l'altro, trovato il tempo per dare una piccola occhiata alla
lista di nomi qui riportata:
Selex, Sata, Ansaldo, Finmeccanica,
è una lista ben istruttiva perchè è la lista delle Aziende italiane che
hanno fatto e fanno affarucci con il "grande satana iraniano";
Se, sempre i presunti amici del popolo israeliano e del disgraziato popolo
iraniano avessereo poi, tra un proclama e l'altro, una rendevouz e l'altro,
prestato un poco di attenzione
alla stampa estera, come anche a qualche lodevole, quanto sparuto articolo della stampa italiota:
come quello de La Stampa ad opera di Maurizio Molinari
o quello su L'Unità - "Italia-Iran radiografia di un continuo giro d'affari" di Umberto De Giovannangeli[vedi articolo anche su questa fonte],
avrebbero letto delle magnifiche sorti e progressive
delle imprese italiane che fanno affari d'oro con i fanatici iranaini e delle filiali della banca Lloyds, della Banca Intesa, delle banche svizzere
che, tutte insieme appasionatamente, in barba alla legislazione USA
hanno con gusto fatto passare, per anni, fior di dollari da e verso quello che rimane dell'Antica Persia
dollari con cui, presumibilmente, i militari brutali ed i teocrati fanatici al potere
in Iran
non hanno comprato muffin o caramelle, ma tecnologia e materiale atto
a coronare il loro sogno più ambito: costruire la bomba atomica e poi
allegramente mettercela su per il culo.
Se... se...se...
a già, dimenticavo i nostri cari se dicenti liberal/laici nel
Governo del fine statista Bossi, i difensori di Israele salottier-arancio-Riformista che stranamente si scandalizzano solo quando gli imbecilli dell'ultra sinistra bruciano bandiere, salvo
distrarsi quando i giovani padani scrivono "No alle talpe americane in Europa. No Israele-No Turchia”
come
la
nostra stampa padronale, sempre con le braghe in mano, non
amano soffermarsi sui difettucci del sistema, dicono che è roba da
vetero biechi comunisti...
Leggi
la traduzione dell'articolo "Teheran's strip club" - wall street journal
NON DOMENTICHIAMO I GIOVANI IN IRAN
Oggi il sito aderisce alle proteste contro il DDL Alfano, il nostro vuole essere un silenzio attivo e vuole
continuare a seguire ciò che accade in Iran, dove i ragazzi arrestati rischiano adesso la morte, accusati
di essere spacciatori pagheranno con la vita il loro desiderio di libertà.
LEGGI
tecnologia e censori, il lato oscuro dell'Occidente
La joint-venture europea alla base della censura in Iran
Reporter senza Frontiere: denunce e una proposta
Dov'è il loro voto?
La censura e le nostre responsbilità
Sotto i nobili proclami, sotto le chiacchere e le vesti stracciate, l'Occidente del "per cento", l'Europa
delle mine, dei gas, delle armi vendute a tutti i dittatorelli pazzi, i preti fanatici, i maniaci
ufficiali ed ufficiosi in giro per il Mondo,
fa affari d'oro, ovvio, anche con l'Iran militar-pretesco,
l'Iran più violento e aggressivo, che picchia e tortura ragazzini, donne, sindacalisti/e e giornalisti.
Spetta all'altro Occidente, quello che crede ancora in Cesare Beccaria, nelle parole della Rivoluzione francese:
"Eguaglianza e fratellanza" nella forza rinnovatrice della Rivoluzione americana, battersi, denunciando i furbi
e sotenendo le vittime dell'orrore e della violenza
LEGGI
La joint-venture europea alla base della censura in Iran
Reporter senza Frontiere: denunce e una proposta
Iran: una storia tormentata
Negli anni 60 tutta la regione del Medio Oriente scommetteva nel socialismo in salsa egiziana,
Nasser ed il nasserismo sembravano la risposta ai mali atavici che affliggevano le società e gli stati
dell'area, l'Iran di Mossadeq e poi di Pahalavi come l'Egitto di Nasser imponevano una laicizzazione senza democrazia
poi vennero gli anni Settanta e i fanatici religiosi e religioso-nazionalisti, presentandosi come martiri di regimi effettivamente
brutali e corrotti, iniziarono a far sentire la loro voce carica di morte.
Una storia complessa che cerchiamo di illustrare in brevi schede:
LEGGI:
Storia dell'Iran - I parte
scrivici

Il potere ottuso, violento, marcio si nutre del cuore dei giovani e dei cani sciolti e dei senza padrone,
degli strambi, in Iran più che mai. Così Neda muore tra le braccia del padre, così, nel passato italiano,
moriva Giorgiana Masi, di diciannove anni, così moriva Pinelli, così il disgraziato Valpreda,
anarchico, stramboide, pirla, ma non assassino, accusato della
strage di Piazza Fontana a Milano, che non aveva commesso, mani e piedi schiaffato alla gogna pubblica dai giornali e dai giornalisti "sempre-meglio-che-lavorare", incarcerato senza colpa;
l'ennesimo ingenuo, colpito al cuore dalle bugie di Stato, dalle trame nere e maleodoranti di chi, ingenuo,
non fu mai.
Il potere, qualunque potere, si ciba della povertà e della disperata volontà di chi è povero di lavorare, ma, se chi lavora
osa ed alza la testa al cielo, il potere dei privilegiati compie ogni sforzo per far piegare la fronte agli umili e soli,
sopratutto in Iran:
decine sono i sindacalisti, gli attivisti, le donne e gli uomini,
intimoriti, picchiati, imprigionati, solo perchè, in modo pacifico, hanno provato a difendere la propria
dignità e quella di chi lavorava al loro fianco. Accorato, come inascoltato, voce che urla nel deserto, fu l'appello di Amnnesty Iternational nel maggio
del 2009, appello che denunciava
i continui soprusi, le arbitrarie incarcerazioni, le violenze, le torture e le minacce che subivano i rappresentanti dei
lavoratori e delle lavoratrici iraniane ogni volta che cercavano di far ascoltare le loro ragioni.
[www.amnesty.org - le violenze in Iran contro chi difende i diritti dei lavoratori]
Il potere ha la patta dei calzoni aperta e la cinghia in mano, è grasso e crapulone o magro e fanaticamente asceta,
ma, sempre e comunque e ovunque, esercita la violenza ottusa e la menzogna.
Il potere ha bisogno di nemici,
nemici miserabili
e poverissimi, come i migranti, che sputano sangue nei nostri cantieri o nemici possenti, a volte altrettanto ottusamente violenti,
come i laici, razionali occidentali, senza dio e senza fede; non fatevi ingannare, però, non c'è nessuna differenza, che il nemico sia il "negro" o il senzadio, sempre il gioco si chiama:
"inganna", " menti",
menti a chi sgobba, a chi campa di salari, sempre più miseri, riempi loro gli occhi di fumo,
le orecchie di roboanti, vanagloriose, bugie, affinchè non vedano il potente che ingrassa e divora, instancabile, le vite, le speranze, le energie e la fede dei figli di nessuno, dei figli della Nazione, dei figli del Popolo e, per chi ci crede, dei figli di Dio;
affinchè non odano il pianto di chi si muore di fame o di botte nelle galere e per le strade, il pianto è coperto da vuote urla: patria, famiglia, tradizione, morale, farneticazioni pretesche.
A volte giunge, però, inaspettato, improvviso, eppure sognato, eppure temuto, il giorno in cui anche i semplici si ribellano,
non solo le giovani, colte, figlie della classe media iraniana, cinese, italiana, birmana, non solo gli studenti, con la testa piena di parole, ma, anche, chi lavora di braccia, anche chi indossa il velo, anche chi crede in dio-patria-famiglia, si sveglia.
Così, in Iran, Saman Qahremani, di ventuno anni, con il velo, è furiosa con un governo che l'ha tradita, le ha imposto
il silenzio e la inganna, mentendo sul voto,
zittendo la sua voce, proprio in nome di quella fede e di quella fede nella Repubblica che la sostiene, in un periodo cupo, pieno, più del solito, di duri sacrifici;
al suo fianco tassinari strombazzano e invitano tutti a smetterla di stare a guardare, ma
a battersi, a partecipare. Nel quartiere popolare e conservatore di Isfahan ragazzi indossano fasce verdi e fanno il segno della
vittoria, operai e piccoli impiegati, voci del popolo minuto, spiegano:
"vogliamo più libertà personali, vogliamo un minimo di tranquillità economica, vogliamo che l'Iran non abbia più la brutta nomea che ha nel mondo"
Bahman, giovane di venti anni, studente di uno istituto tecnico è pessimista:
"il governo facilmente ci annienterà,
loro hanno tutto il potere noi nulla" eppure partecipa alle proteste, fatalmente consapevole del rischio.
Non più solo gli intellettuali, ma tutta la giovane popolazione iraniana, orgogliosa quanto stremata da decenni di economia di guerra, di
follie, di repressione si sta scuotendo dal torpore. I figli del popolo si ribellano
perchè anche loro pensano e giudicano, anche loro hanno il diritto di sognare il futuro, un futuro meno brutto e povero e pieno di sacrifici minuti, umilianti, anche loro hanno diritto al pane e alle rose, e, per un attimo, un giorno, un secolo o per sempre, cade il velo di menzogna e falsità
che il potente ha intessuto, cade il velo e gli uomini tornano uomini, non burattini.
Perciò dov'è il loro voto? Dov'è il voto di Saman, di Bahman? di tutti i Bahaman e le Saman iraniane?
dunque, svegliamoci anche noi e sosteniamo chi lotta in Iran per il pane e le rose.
RINGRAZIO LA LISTA DI HELENA VLENA DA CUI HO TRATTO ALCUNI DEI LINK SOTTO RIPORTATI
www.suntimes.it - le voci della protesta: la gente comune e gli operai
Amnesty
www.counterpunch.org
reti invisibili
sinsitraeliberta.it
scrivici
Roma, XX settembre 2008, Porta Pia, ore 10.00
Comune di Roma, Provincia di Roma e Regione Lazio hanno ricordato questa data con interventi istituzionali..
Dopo la deposizione delle corone, e davanti al luogo della famosa Breccia, che è simbolo internazionale della fine della teocrazia vaticana e della separazione tra Stato e Chiesa, il consigliere comunale Gen.le Torri (delegato del Sindaco alla memoria) ha dedicato tutto il proprio intervento al ricordo dei soldati pontifici.
Di fronte a questo sempre più vergognoso revisionismo che usa strumentalmente la Storia, adattandola agli interessi politici del momento, l'Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno" vuole ricordare, nominandoli di seguito uno ad uno, gli eroici bersaglieri che il XX settembre 1870 sono morti per la libertà di tutti, anche di chi vorrebbe ancora il papa-re.
scrivici
Riceviamo e pubblichiamo con vero piacere la lettera, giustamente indignata
che il Comm. Giovanni Lubrano di Scorpaniello ha spedito al Quirinale, in merito all'incredibile travisamento di fatti storici che ci illudevamo essere ormai patrimonio
acclarato per tutti, finanche per gli studenti più ciuchi
"A proposito del 20 settembre. Il primo bersagliere che superò il ciglio della breccia aperto dopo un bombardamento di 835 cannonate, fu il sottotenente Federico Cocito, cui fu conferita la medaglia d'argento al v.m. Apparteneva al 12° Bersaglieri.
Uno dei 49 soldati caduti in quell'episodio bellico fu il romano tenente Augusto Valenziani. Oltre ai militari italiani uccisi dal fuoco papalino ci furono anche 131 feriti.
Uno che si definisce "curatore del museo storico dei Granatieri di Sardegna, che oggi è consigliere comunale di Roma e che onora i nemici macchiatisi del sangue dei soldati che vestivano il tricolore, commette triplice vilipendio: alla bandiera, all'istituzione, alla città, e andrebbe radiato dai gradi di generale a riposo dell'ex regio esercito, oggi esercito della Repubblica."
Comm. Giovanni Lubrano di Scorpaniello
Il popolo ebraico è contraddistinto da una storia circolare, sempre in bilico tra caduta e riscatto.
Schiavi in Egitto e liberi nel deserto; in esilio dopo la distruzione del tempio ma realizzando l’attesa per il futuro.
La Shoah, la catastrofe, è stata la sospensione della loro storia, un lungo periodo nero,
un buco che ha risucchiato sei milioni di persone.
I sei milioni hanno il diritto al nostro ricordo oggi e
ci impongono di non continuare ad essere vento, di non dimenticare chi
oggi subisce il dispotismo della discriminazione:
i rom, le donne, gli omosessuali, i poveri…
Leggi tutte le recensioni
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ANARCHICI DI BOLOGNA
OPERA NOMADI - MILANO
UNIONE COMUNITA' EBRAICHE
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YADVASHEM
CDEC
Caro ministro Mussi,
sono Massimo Grossi, professore associato di Analisi Matematica dell'Università di Roma "La Sapienza", e le scrivo a titolo personale come membro della comunità scientifica dell'università. Non sono tra i firmatari del famoso appello contro la visita del Papa all'inaugurazione dell'anno accademico perché purtroppo non ne ero a conoscenza (lo avrei sicuramente sottoscritto). Caro ministro, le scrivo non per aggiungere altre parole a una vicenda nota, ma per trascriverle una dichiarazione di agenzia di M. Gasparri (AN): "Dopo lo sconcio della Sapienza di Roma ci attendiamo che vengano assunte iniziative per allontanare dall'ateneo i professori ancora in servizio che hanno firmato quel vergognoso manifesto. Questa dimostrazione di intolleranza non può restare priva di conseguenze. M. Gasparri (AN)". Caro ministro, difenda i miei colleghi da questi indegni attacchi. In questo modo difenderà un po' anche me. Grazie in anticipo,
Massimo Grossi
"Magnifico Rettore,
con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto piu fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto". Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano.
In nome della laicita' della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato".
Questa è la lettera dei 63 Docenti che da soli hanno salvato la dignità delle Itituzioni,
prendendosi, come prevedibile,
anche gli insulti di una classe politica che a destra come a sinistra ha dimostrato,
per l'ennesima volta,
una totale pecoraggine, una pochezza, un' isitintivo bisogno di cotigianeria
che lascia, davvero, senza parole.
I balbettii, i biascicamenti delle forze di Sinistra lasciano poi con l'amaro in bocca
tutti quei moderati e laici che avevano creduto fosse possibile avere finalmente un'Italia
laica e al passo con il resto di una Europa mille volte più forte, moderna, civile.
Tranne i socialisti di Boselli e i sempieterni, orgolgiosamente laici radicali nessuno ha
detto la cosa giusta: "Basta ingerenze e presenze di una sola Chiesa negli affari italiani"
"basta con l'aggressivo attacco di lupi mascherati da agnelli contro la laicità dello Stato
contro il Sapere Scientifico contro chi è o pensa diversamente dalla chiesa cattolica".
La nostra informazione mostra poi quanto sia inutile, che, mentre tutta la stampa estera
correttamente, ha riportato la civile lettera dei 63, ricordando, poi, al pubblico
che la Chiesa cattolica, da poco ha riconosciuto che è la Terra a girare
intorno al sole e non il contrario(!) Da noi, invece, i lettori leggono
solo gli alti lai di gerarchie ecclesistiche che hanno come minimo un paio di volte al dì gli onori
di prime pagine, di servizi televisivi pubblici, di pubbliche piazze ed uffici.
LEGGI ANCHE
la pagina di Tiziana
Risveglio e Resistenza laica - www.nogod.it -
Cosa dispiace dell'Affare Sapienza, cosa urta e infastidisce
più di tutto: la presenza nelle aule universitarie statali che dovrebbero essere tutte
votate al sapere ed alla libera trasmissione di quel sapere,
di un Papa che, in passato, ha definito equi i processi
Vaticani contro uomini di scienza e filosofi, processi che erano tenuti
non contro pericolosi malfattori e rei,
ma contro opinioni ed uomini di sapere, processi
tenuti in quel regno Pontificio che fu, sino all'ultimo, uno dei più arretrati
e barbari dell'Occidente?
Non solo questo, no, ciò che urta, dispiace e rammarica è lo scodinzolio
delle Istituzioni laiche verso una Chiesa.
Cio' che infastidisce e urta è
questa sindrome da sagra paesana in cui le più alte Isitiuzioni, come fossero
il più piccolo dei sindaci, del più piccolo dei comuni di provincia, bramano per avere accanto, almeno un
Vescovo, un Cardinale, un Prete, un monacello o una badessa.
In un Paese che fu sconvolto da una dittatura salita al potere ANCHE con l'appoggio
Vaticano, in un Paese che è ancora arretrato nella Ricerca scientifica ANCHE a casua
delle pressioni Vaticane, in un Paese in cui il sapere tecnico e scientifico
viene ANCORA visto come una minaccia,
come qualcosa da controllare e da sottomettere al proprio ghiribizzo, alla propria fede,
ciò che urta non è, solo, la discutibile presenza di un Papa alla Sapienza, Papa chiamato, poi,
a parlare di pena di morte quando dalla Legge Fondamentale Vaticana tale barbara pena
venne definitivamente abolita
solo nel 2001,
non è solo questo voler imporre da parte cattolica la propria idea del mondo
e della vita a chiunque, ad urtare e a dispicere, ma è sopratutto l'ignavia, la debolezza, la stupidità
e piaggeria che le Istituzioni mostrano di fronte a qualunque belato, emesso da qualunque gerarchia
ecclesiastica, che addolora e preoccupa.
NOGOD
di Tiziana Ficacci
Sarà stato difficile per la ragazza uscita da Oxford, fresca di laurea in Relazioni internazionali,
corteggiata per la sua bellezza e intelligenza, incontrare in cella per un ultimo
saluto il padre Zulfikar Ali prima di vederlo penzolare da una forca. Difficile deve essere
stato arrivare a Karachi nel 1977 nel tentativo di domare un colpo di stato che lacerava
una fragile democrazia di un paese in via di sviluppo. Nel 1981 finisce in una cella
di isolamento in una prigione del Sindh “il feudo dei Bhutto” dove rimase fino all’84 quando ottenne
l’espatrio per Londra.
La città che l’aveva vista studente intenta a molare
il suo accento british upper class, a levigare la visione
laica moderna e moderata dell’islam, fu la palestra dove
la giovane donna preparò la sua riscossa. Nel 1988 tornò
a Lahore tra ali di gente in festa per lei e per la fuga dell’odiato generale Zia ul Haq.
E fu premier finalmente: prima donna in un paese islamico.
La bella 35enne, elegante nel costume tradizionale,
ebbe un grande impatto mediatico, grande quasi quanto le speranze di chi l’aveva eletta.
Fu cacciata dal governo nel 1990 e riuscì a tornarci nel 1993 dopo una campagna elettorale durissima.
Ero al Cairo nel ’94 durante la Conferenza delle Nazioni Unite sulla Popolazione e lo Sviluppo,
e la ricordo mentre parlava delle donne del suo paese alle quali stava dando la dignità
di decidere del loro corpo attraverso la possibilità di scegliere contraccezione e aborto sicuro.
Ma la bellissima donna nel suo abito rosa, non aveva perso il suo accento,
e il suo elegante inglese era rimasto strascinato come quello di tutti gli asiatici.
E a quel ritmo lento ondeggiavano le teste dei primi ministri ammirati dalla sua regalità e decisione.
Nella sua biografia “Figlia del destino”, racconta del suo matrimonio combinato.
Non aveva tempo la giovane donna di cercare un marito, perciò scelse suo cugino, un playboy giocatore
di polo che pure gli creò qualche problema.
Ma che gli diede tre figli. La giovane donna fece degli errori che pagò e che riconobbe
“è una delle cose di cui mi pento e che non rifarei”.
In un paese come il suo, l’arte della mediazione è un rischio, e lei per governare
senza i generali contro i fondamentalisti, doveva avere un amico importante.
Ma il suo amore per le libertà civili e la democrazia, non piacevano a Nawaz Sharif che, mascherato
da moralizzatore, nel 1996 la scalzò.
Tornò a Londra, poi nella più sicura Dubai da dove partì di nuovo per il suo paese:
perché si può morire ma non ci si può arrendere.
Arrivò a Karachi il 18 ottobre scorso e qualcuno subito provò ad ucciderla.
Per poi riuscirci il 28 dicembre.
Benazir Bhutto è stata la prima donna a guidare un paese islamico,
il Pakistan, la terra dei puri, il paese dove è scorso il sangue della sua famiglia.
Ed era solo una donna.
Tiziana Ficacci
Scrivi all'Autrice
Molti dicono di amare gli animali l'idea di papparsi Bau o Micio li farebbe inorridire
eppure anche e sopratutto durante le feste natalizie mangiano porcelli e volatili ...
I Vegetariani escludono, invece, dalla loro dieta carne, pesce, molluschi e crostacei,
i vegani escludono anche uova, latte e suoi derivati.
Numerosi studi dimostrano che i vegetariani e soprattutto i vegani hanno una
salute migliore di chi mangia carne, infatti una dieta con pochi o nessun alimento di
origine animale riduce notevolmente il rischio di contrarre malattie,
come tumori, ipertensione, infarto, ictus, diabete, aterosclerosi, osteoporosi,
calcoli, obesità, tipiche dei paesi industrializzati.
Le proteine animali non sono indispensabili, nè migliori di quelle vegetali,
è una delle solite credenze dure a morire, ma priva di fondamento scientifico,
le proteine animali sono dette proteine "nobili" perché contengono tutti gli otto
aminoacidi essenziali (quelli che il nostro organismo non è in grado di
sintetizzare), ma il problema non si pone per i vegetariani (che assumono anche
proteine animali) e non sussiste neanche nei vegani, per i quali l'assunzione di
cereali e legumi nel corso della giornata garantisce l'apporto di tutti gli
aminoacidi.
Inoltre è da considerare che la soia fornisce da sola tutti gli aminoacidi essenziali.
Le proteine vegetali hanno il vantaggio di non apportare grassi saturi e colesterolo,
contenuti invece nelle carni.
L'altra leggenda metropolitana è quella che i vegetariani sarebbero a rischio di
carenza di ferro, in realtà anche i vegetali contengono ferro, anche se in forma non eme.
(L'eme è un gruppo prostetico ossia la parte non proteica di proteine come l'emoglobina
e la mioglobina).
Il ferro non eme è meno assorbibile di quello eme, ma l'assorbimento del ferro eme
può essere aumentato assumendo contemporaneamente cibi ricchi di vitamina C, come agrumi,
kiwi, peperoni ecc.
Inoltre quando si riduce il ferro ematico (riserve di ferro) il nostro organismo aumenta
l'assorbimento del ferro non eme.
I cibi vegetali non contengono colesterolo, che invece è presente nelle carni, nel pesce,
nelle uova, latte e suoi derivati (yogurt, formaggi).
Per ridurre l'assunzione di colesterolo è sufficiente assumere cibi vegetali e non quelli animali.
Inoltre è bene assumere con la dieta acidi grassi polinsaturi, contenuti negli olii vegetali,
protettivi nei confronti di patologie come aterosclerosi, infarto ecc., evitando però gli olii
vegetali contenenti grassi saturi come gli olii tropicali (olio di palma, di cocco), che al
contrario dei grassi polinsaturi sono dannosi per la salute (aumento della produzione di
radicali liberi, obesità ecc.).
Per approfondimenti:
Società di Scienza Vegetariana
Mukkola on web
Scrivici
Nel 2004 Edward M. Gramlich, ex membro della Banca Centrale Americana,
durante un convegno diceva "...Al tempo stesso vi è stato l'incremento di fenomeni delinquenziali
associato all'incremento del mercato dei subprime e in alcuni casi anche di pratiche di prestito non corrette
Ci si deve domandare, allora, da un punto di vista sociale: i vantaggi legati allo sviluppo nel mercato subprime
superano le perdite?"
Già la domanda era, è, sempre quella: il gioco vale la candela? In termini di pace sociale e
benessere per tutti la crescita di un mercato è l'unica cosa che conti?
www.washingtonpost.com
Il Signor Alan Greenspan ha 81 anni, è pelato, ha grossi occhiali, appare sorridente
dalla copertina di "Newsweek", sembra molto soddisfatto. E' stato per 18 anni a capo della
Banca Centrale USA (FED)
Durante una intervista a "60 Minuti", programma CBS, ha dichiarato di non aver capito, sino a che
poi è stato troppo tardi, che un costo del denaro
così basso, unito alle pratiche predatorie di chi prestava danaro tramite sub-prime,
avrebbe creato, alla fine, qualche problemino.
Greenspan, che per 18 anni il costo del denaro ha governato insieme a vari Presidenti (Clinton, e i due Bush),
che con il costo del denaro ha fatto una lunga e durevole carriera dice, nè più nè meno:
"...si, ero consapevole che questi prestiti subprime fossero un tantino dubbi, però, ecco,
non ho capito, non abbiamo capito, quanto potessero creare problemi al sistema di credito"
www.canada.com
www.reuters.com
Le parole vogliono sempre dire qualcosa, anche quelle vaghe o pseudo scientifiche
dell'economia; non a caso, allora, scopriamo che la "galassia" sub-prime, è
fatta di mutui, prestiti, carte di credito,
concessi a categorie di cittadini USA che, per le loro condizioni
sociali, economiche e personali non sarebbero stati in grado di accedere a prestiti "normali": i sub-prime
sono prestiti fatti a persone, famiglie, uomini e donne "sub-prime":
"Tipicamente i prestiti sub-prime sono prestiti concessi a persone
con storie creditizie riprovevoli, o con limitate capacità finanziarie. I prestiti sub-prime
comportano tassi di interesse maggiore"
Questa definizione è del Dipartimento Goverantivo USA per le Politiche Abitative
[www.hud.gov ]
La nota del Dipartimento continua:
"Molti si domandano perchè nel mercato del credito sub-prime vi sia
una alta percentuale di afro-americani e di ispano-americani.
Studi hanno evidenziato che perfino nelle zone di emergente borghesia Afro-americana
per gli afro-americani è più facile (da una volta a una volta e mezzo) ottenere crediti sub-prime,
anche rispetto a bianchi di classe inferiore..."
Discriminazione razziale
piu' ingordigia da speculatori
In pratica risulta, da una serie di studi che, essendo Afro-americani o Ispano-americani
può capitare molto più spesso che, anche chi appartiene ad una classe media emergente,
possa accedere molto meno facilmente ad un
credito Prime e, di contro, molto più facilmente ad un credito sub-prime, dunque più a rischio.
Insomma se sei nero o ispanico sono guai e anche se appartieni alla classe medio-alta
accedi al credito Prime molto di meno, così sei costretto
a rivolgerti ai rapaci prestatori di credito sub-prime
I peccatori incalliti
Accanto, poi, alle minoranze che godono del dubbio privilegio di poter accedere ai sub-prime ci sono
anche altri soggetti.
Gli isituti di Credito, molti nati solo per concedere
tale tipo di prestiti, sono divenuti,
in effetti, con il tempo, sempre più rapaci ed improvvidi; quindi, facendosi
a loro volta prestare soldi da altre Banche, hanno iniziato a concedere prestiti, mutui e carte
di credito sub-prime a chiunque, anche a chi alle spalle aveva
storie di dubbia fama creditizia, fallimenti,
condanne per truffe ed altre amenità.
NRC
Wikipedia
www.hud.govSEGNALI DI VITA INTELLIGENTE NEL WEB
mister b e dottor savonarola
...Che Genova, per manifestare e manifestarsi, abbia ormai bisogno della guida di un nuovo Savonarola è il preoccupante sintomo dell'assenza politica e della pochezza culturale della sua classe dirigente (ma anche dei suoi movimenti), della sua crisi che nulla sembra poter arrestare, di un'abdicazione civile il cui prezzo da pagare potrebbe rivelarsi molto più alto del previsto...
Sacconi: pigliate na pastiglia sient'a me!
...Ma, il ministro del Welfare (che vuol dire benessere), non vuole consentire alle donne che governa di essere maggiorenni. E allora per giustificare l’ingiustificabile si concentrano in bella sequenza tutti i più frusti, umilianti luoghi comuni sulle donne scervellate che se facilitate abortirebbero un giorno si e un giorno pure.
Gli animali "da pelliccia" vengono allevati in gabbie strette ed anguste adatte a far risparmiare spazio all'allevatore, ma soprattutto a impedire il movimento dell'animale che potrebbe rovinare la sua pelliccia.
Chiusi in piccole gabbie, costretti a muoversi su superfici innaturali che spesso portano al ferimento delle zampe (reti metalliche), isolati dai loro simili, alimentati in maniera innaturale.
Una tecnica di allevamento particolarmente crudele è quella di esporre, in inverno, gli animali al freddo per far sì che sviluppino una pelliccia più folta.
L'uccisione può avvenire sia con il gas che con l'elettricità, non essendo gli animali tutelati da alcuna legge a riguardo.
Purtroppo sono tanti (10-20 milioni di mammiferi) anche gli animali uccisi in libertà per farne delle pellicce. Nei boschi si usano le tagliole. Gli animali vittime di queste trappole rimangono anche per una settimana ad aspettare il cacciatore che verrà ad ucciderli. Nel frattempo la ferita si gonfia provocando dolori indescrivibili. Cosa ancora più assurda è il fatto che spesso gli animali vittime delle tagliole sono animali non utilizzabili per le pellicce, quindi è una caccia spietata che non risparmia nessun mammifero abitante del bosco. Famosi sono inoltre i cacciatori di piccoli di foche che uccidono i piccoli a bastonate in testa e li scuoiano davanti alle loro madri impotenti, a cui lasciano il cadavere sanguinante e scuoiato del piccolo.
Per info:
AgireOra
UnHappyAnimal
No al bavaglio sulla Rete
Questo sito alza la sua voce contro il
cosiddetto "obbligo di rettifica" previsto dal DDL Alfano, tale obbligo è imposto al gestore di qualsiasi sito informatico;
con questa piccola mossa subdola si cerca di intimidire
e bloccare chiunque in Rete dia contenuti.
I blogger e i siti spesso si reggono solo
sulla passione e lo sforzo dei singoli, cani sciolti senza padroni, abbaiano contro chi
cerca di mettere il bavaglio alla libertà di informazione
direfarepensare si unisce a loro e grida:
NO AL BAVAGLIO CONTRO LA RETE
vai su http://dirittoallarete.ning.com per aderire e per saperne di più
Iniziativa nazionale
"Sostegno alla ricerca senza vivisezione"

Per il mese di novembre una iniziativa sia di informazione antivivisezionista che di raccolta fondi per la ricerca senza animali promossa dall'associazione I-CARE Europe onlus.
L'associazione I-CARE Europe onlus - Centro Internazionale per le Alternative nella Ricerca e nella Didattica - nella sua sede italiana è un'associazione non-profit contro la sperimentazione animale e per una scienza utile, moderna, efficace, etica. Le attività dell'associazione si svolgono in tre settori principali: quello dello sviluppo di metodi di ricerca senza animali, quello della diffusione dell'informazione, e quello della riabilitazione e adozione degli animali di laboratorio nei casi in cui si riesce a farli uscire dagli stabulari per ridar loro una speranza di vita.
Se si vuole sostenere la ricerca medica ma non la vivisezione, occorre evitare di fare donazioni alle più note associazioni che ogni anno raccolgono un'enorme quantità di fondi, e sostenere solo quelle che assicurano di non destinare alcun finanziamento a studi su animali: l'associazione I-CARE Europe onlus -
www.icare-italia.org - offre in questo la migliore alternativa, perché non solo non finanzia la vivisezione, ma con la sua attività contrasta la pratica della vivisezione, diffondendo tra gli addetti ai lavori e nel pubblico generale l'informazione scientifica antivivisezionista
Per info:
AgireOra
Campagna 100%
per trasparenza nella ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo
Per info e per firmare la petizione:
Campagna 100%
Sito denuclerizzato
Possiamo riempire la rete di siti denuclearizzati per manifestare contro l'ipotesi di tornare all'energia atomica in Italia. Si tratta di una campagna informale, un'onda trasversale, che punta a far fiorire migliaia di home page no-nuke.
Dire no al nucleare è anche un modo per dire sì alle fonti energetiche rinnovabili, all'energia pulita.
Altre info su:
Sito denuclearizzato
Manifestazione virtuale contro la vivisezione
Una ciber-manifestazione europea intitolata "Rendiamo la sperimentazione animale storia passata".
Importantissimo partecipare in tanti, è la nostra ultima possibilità per farci sentire dai parlamentari europei e dal Consiglio dei Ministri europeo, che voteranno nei prossimi mesi la revisione della Direttiva 86/609 sulla sperimentazione animale.
Nonsostante i recenti sondaggi che mostrano un'opposizione alla vivisezione da parte della maggioranza dei cittadini europei, le Commissioni europee che hanno finora esaminato le proposte di revisione della direttiva hanno ascoltato più la lobby dell'industria chimico-farmaceutica e della ricerca di base su animali piuttosto che il volere dei cittadini e le opinioni delle associazioni antivivisezioniste.
Facciamo sentire adesso la nostra voce partecipando alla manifestazione virtuale "Rendiamo la sperimentazione animale storia passata"!
Per partecipare, basta andare alla pagina della "manifestazione virtuale" e seguire le istruzioni.
Tutte le info su
AgireOra
Veggie Pride
Milano - Lione - Praga
sabato 16 maggio 2009

TAM-TAM
voci dal mondo della scuola
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Movimento studentesco - Genova
HumptyDumpty - Genova
Rete degli studenti medi
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La Scuola pubblica secondo Tremonti-Brunetta-Gelmini:
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Si alla ricerca intelligente!
Ricerca senza animali

direfarepensare.it vincitore del Premio Critico della Giuria a
"DONNAèWeb - 2007"
concorso-evento che premia le donne che usano la rete per lavorare e comunicare.