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Vivere e morire in Italia
No all'accanimento terapeutico
Art. 32 Costituzione Italiana
I La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettivitā, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
II Nessuno puō essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.
La legge non puō in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Chi ha visto un suo caro lentamente ridursi tutto una piaga, un gemito di dolore e sofferenza comprende,
non tanto Welby, che
il dolore č sempre personale, ma la pena dei suoi familiari.
Sei dilaniato, desideri la fine di queste torture che subisce, impotente,
chi hai visto sano, giovane,vivo; la desideri con tutti gli atomi del tuo cervello, del tuo corpo, non pensi ad altro.
E' una pena che resterā sempre con te, un silenzioso grido dell'anima e
della ragione che ti accompagna sempre, ovunque tu vada e qualunque cosa tu faccia
Allora chi parogona gli eccidi della guerra, l'orrore della guerra, a questo sentimento pietoso verso un proprio affetto,
non conosce nč gli uomini nč Dio.
E' rivoltante che individui che dicono di parlare
in nome di un Creatore, odino cosė tanto l'essere umano, tanto da condannarlo a una lenta agonia.
Chi parla in tal modo parla in nome del proprio odio verso l'uomo, non in nome di un Dio che, se esiste,
certamente sarā al fianco di persone come Welby, non certo al fianco delle lustre, ciniche gerarchie del potere.
La nostra Costituzione condanna l'accanimento terapeutico, saggiamente disponendo che la legge non possa MAI violare
i limiti imposti al rispetto umano. Questo chiede Welby, rispetto per se, rispetto per la Legge.
Un rispetto ed una pietas che starnazzanti gerarchie del potere ecclessiale e no,
non hanno nč per Dio, nč per l'essere vivente, nč per la Costituzione.
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